"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Gruppo di lettura: “La ferrovia sotterranea”

La libreria Fahrenheit 451 vi invita:

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Gruppo di lettura Fahr&club: “Il bacio della donna ragno”

Mercoledì 3 ottobre alle ore 20:45 Fahr&club, il gruppo di lettura della libreria Fahrenheit 451, affronterà il libro “Il bacio della donna ragno” di Manuel Puig (Sur edizioni). Durante l’incontro si discuterà del libro e delle sue tematiche leggendone anche brevi passaggi; non è obbligatorio aver letto il libro, la serata serve anche per far venir voglia di leggerlo. A condurre la serata Sara Carini.

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Consigliato: “La ferrovia sotterranea”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

La ferrovia sotterranea
Di Colson Whitehead
(BigSur – Traduzione di Martina Testa)

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«La ferrovia sotterranea» è il nome con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Nel suo romanzo storico dalle sfumature fantastiche, Colson Whitehead la trasforma in una vera e propria linea ferroviaria operante in segreto, nel sottosuolo, grazie a macchinisti e capistazione abolizionisti. È a bordo di questi treni che Cora, una giovane schiava nera fuggita dagli orrori di una piantagione della Georgia, si imbarca in un arduo viaggio verso la libertà, facendo tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza?

La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, è un libro che sembra già destinato a diventare un classico.


Recensione: “Il bacio della donna ragno”

Recensione di Noemi Veneziani.

Il bacio della donna ragno
di Manuel Puig
(ed.SUR)

donna ragnoUn romanzo dall’insolita trama

La ragazza sa di non essere come tutte le altre, c’è qualcosa in lei di inquietante, di pericoloso…
Così si apre il romanzo scaturito da una delle penne più note d’Argentina, Manuel Puig, nel 1976.
Il bacio della donna ragno è un romanzo molto particolare, sia per la trama ivi racchiusa che per la struttura stessa attraverso cui l’autore ha deciso di presentare l’intera vicenda.
La storia si svolge interamente all’interno del carcere di Buenos Aires durante gli anni Settanta, gli anni del regime dittatoriale brasiliano, gli anni di resistenza politica. In particolare, la vicenda ha luogo all’interno di una modesta cella in cui il lettore segue da vicino le quotidiane conversazioni del 26enne Valentìn Arregui – leader del movimento politico dissidente – e del 45enne Luis Molina o Molinita – colpevole solamente di essere omosessuale.

Puig ci tiene prigionieri in una cella per tutta la durata del romanzo, permettendo l’evasione solamente attraverso il racconto di pellicole patinate degli anni Quaranta, narrate alternativamente dai due sfortunati protagonisti con lo scopo d’intrattenersi a vicenda durante le loro noiose giornate da detenuti. L’atmosfera creata dalle trame dei film contribuisce sicuramente ad aumentare un certo senso di angoscia e di suspense nei confronti del destino spettante i due detenuti che, solamente in apparenza, sembrano essere indiscutibilmente incompatibili, ma che la costretta convivenza farà avvicinare.
Il complicato rapporto che, mano a mano, Valentίn e Molina iniziano ad intrecciare, permette al lettore di amarli entrambi: è infatti apprezzabile la leggerezza e l’ironia del giovane leader e la dolcezza e la pacatezza della più anziana Molinita che racconta il dramma dell’omosessualità da lui/lei vissuto in prima persona.
La scrittura è molto semplice e lineare. L’intero romanzo è un dialogo incessante forse un po’ appesantito da lunghe riflessioni – riportate come flussi di coscienza – e interminabili note dedicate ad alcuni aspetti tratti dagli studi psicoanalitici di Freud.

Il bacio della donna ragno – edito dalla casa editrice SUR – è dunque un libro insolito, un romanzo sui sentimenti, dotato di una particolare potenza e grazia nel denunciare una particolare situazione sociale e politica.
Un finale del tutto, o quasi, inatteso e una storia di affetti un po’ diversi da quella che solitamente si tende a definire la normalità.


Recensione: “L’infortunio”

Recensione di Noemi Veneziani.

L’infortunio
di Chris Bachelder
edizioni SUR

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Sempre la solita partita.

18 novembre 1985. La carriera di Joe Theismann, trentaseienne quarterback dei Washington Redskins, viene stroncata da una frattura esposta alla gamba destra causata da un placcaggio di Lawrence Taylor, linebacker dei New York Giants, durante un incontro trasmesso in diretta nel popolarissimo Monday Night Football della ABC.

Uno a uno i 22 uomini destinati a riprodurre questa tragica scena, qualche giorno prima del 18 novembre, si danno appuntamento nell’hotel di sempre con i compagni di sempre. Solamente le loro condizioni fisiche e mentali mutano all’inesorabile trascorrere del tempo. L’età avanza ma la determinazione e la devozione degli intrepidi protagonisti di questo romanzo non sembra subire modifiche; questo incontro rappresenta un atto commemorativo di un momento fondamentale nella storia del football americano, per questo deve essere riprodotto con la massima precisione. Insomma, si tratta di mettere in pratica un vero e proprio rito. È un po’ come per i riti religiosi: nella religione ci sono delle date da rispettare e delle forme, durante l’atto, da emulare, così come accade accade nel football. Se poi si tratta della riproduzione di un infortunio che mette fine alla carriera di un importante giocatore, l’attenzione al dettaglio aumenta ancora di più. Bisogna studiare nel dettaglio la scena. Vederla e rivederla più volte. Assegnare i ruoli sorteggiando bussolotti da una enorme sfera, un tantino Fru Fru, procurarsi le divise in base al ruolo assegnato e, in ultimo ma non per questo meno importante, prestare un occhio di riguardo in più per lo sfortunato giocatore destinato a interpretare per quell’anno il ruolo di Theismann.

Ogni azione prova ad asserire un dominio sull’altra azione, sia con la forza bruta che con manovre diversive. Ecco perché il football è il più scientifico di tutti gli sport. Una partita è una serie discreta di esperimenti successivi. Ipotesi, osservazione, risultati, analisi, conclusione.

Oltre al gioco e a tutta una lunga e complicata preparazione alla vera e propria messa in atto dell’azione, Chris Bachelder ne L’infortunio – edito dalla casa editrice SUR – intreccia al rito sportivo un tentativo di rappresentazione della complessa mente di uomini appartenenti ad un ipotetico ceto medio, alle prese con comunissime difficoltà: dal non sapere come affrontare l’incombente degrado fisico dovuto all’aumento dell’età, passando per figli piccoli o alle prese con la pubertà, per arrivare ai titanici confronti con mogli e fidanzate che, nonostante tutto, rappresentano una parte importante dei propri uomini. I protagonisti del romanzo trascorrono ore intere a parlare della propria vita e di quello che vorrebbero cambiasse; nelle ore che li separano dal rito i maschi si parlano, si confidano,si ascoltano e si fraintendono.

Trent rientrando a casa aveva trovato la figlia che faceva sesso orale con un ragazzo. Jeff rientrando a casa aveva trovato la figlia che faceva sesso orale con una ragazza. Andy rientrando a casa aveva trovato il figlio piccolo che lo faceva con un barattolo di panna montata spray. […] Tommy rientrando a casa aveva trovato il cane che si era mangiato un pacco di pannolini. […] Nate tornando a casa aveva trovato la moglie su Skype con un uomo in uniforme militare. Michael Pelato rientrando a casa aveva trovato il figlio che seviziava un gatto. Tutte le volte che rientrava a casa adesso Peter trovava sua figlia che legge.

Attraverso una scrittura leggera e brillante, l’autore fa vivere i suoi personaggi in un’atmosfera di una quotidianità in cui le problematiche e le gioie di tutti i giorni fanno da sfondo alla rigida preparazione del rituale. Oltre che alla celebrazione di un rito e alla volontà dello scrittore di raccontare una storia normale di persone normali che tuttavia fanno qualcosa di eccezionale, non manca una leggera vena di ironia accompagnata da profonde riflessioni come quella presentata dall’arguto Jeff, ai propri attoniti compagni, in merito all’essenza del matrimonio.

L’infortunio non è un romanzo come tanti, ha in sé qualcosa di speciale, racconta banalmente dell’organizzazione e della messa in atto di un determinato evento sportivo, eppure qualcosa lo rende speciale.


Consigliato: “Il bacio della donna ragno”

IL BACIO DELLA DONNA RAGNO
di MANUEL PUIG
edizioni SUR

puig.pngCon Il bacio della donna ragno entra nel catalogo SUR uno dei più grandi autori della letteratura argentina contemporanea. Valentín Arregui è un giovane di ventisei anni, leader di un movimento politico dissidente; Luis Molina invece di anni ne ha circa quaranta ed è omosessuale: il loro destino si incrocia in un carcere di Buenos Aires. Qui i due condividono la detenzione e tentano di distrarsi a vicenda raccontandosi vecchi film patinati. Solo apparentemente incompatibili, i due protagonisti finiranno per appianare le divergenze personali avvicinandosi sempre di più. Ben presto si scoprirà che la convivenza coatta fra i due uomini è tutt’altro che casuale e che entrambi, se pur in modo diverso, sono prigionieri nella ragnatela del potere. Ricorrendo esclusivamente al dialogo, Puig scrive una storia densa di immagini vivide e atmosfere degne del miglior cinema anni Quaranta, e insieme un grande romanzo sui sentimenti.

Pubblicato per la prima volta nel 1976 e adattato per il grande schermo nell’85 con William Hurt nei panni di Molina, in un’interpretazione che gli valse l’Oscar, Il bacio della donna ragno è una lettura estremamente moderna e delicata, i cui indimenticabili protagonisti faranno compagnia al lettore per lungo tempo.

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Recensione: “L’una e l’altra”

Recensione di Noemi Veneziani:

Ali Smith
L’una e l’altra
(edizioni SUR)

sur.pngUn po’ di te in me, un po’ di me in te

Georgia/George è una ragazza inglese di sedici anni sveglia, abile disegnatrice e dotata di una fervida immaginazione.
Francesca/Francesco del Cossa è una giovane donna di Ferrara, vissuta nel Quattrocento e resasi protagonista di un’importante pagina della pittura italiana.
Entrambe orfane di madre si trovano a dover affrontare la vita da sole facendo mostra di possedere un forte potere: quello della determinazione.
Mentre George decide di prendere in mano la propria vita dedicandosi all’emulazione della madre – compiendo devotamente la sua danza mattutina o lasciandosi affascinare sempre di più da quel pittore tanto bravo da spingersi a domandare una paga più alta al proprio committente – Francesca, spinta dal padre, inizia a intraprendere la carriera di pittore in una Ferara in cui le possibilità di successo per una donna sembrano essere quasi nulle.
Femminile e maschile sono generi che solo la logica umana vuole ben definiti.
Tutto può essere rovesciato, confuso; i generi possono scambiarsi e le epoche mescolarsi incontrandosi in una specie di purgatorio in cui ci si può osservare e ascoltare senza tuttavia avere la possibilità reale di vedersi e ascoltarsi.
È questo ciò che succede a George nel quotidiano scambio di battute tra lei e una madre sempre presente ma non più tangibile sul piano reale, così come una simile condizione è vissuta da Francesco del Cossa nel momento in cui si trova nuovamente nel mondo reale da cui solo una sottile membrana lo tiene separato.

Padremadre ti prego allarga extempore
il punto che sto per colpire
il bersaglio che hai scelto (scusa il
disturbo)(è urgente) un gregge dal morbido
vello per attutire (ahi) ma che
mi si è impigliato il (cosa)
a un (ahio)
scansato un (fiù) (bum)
(sdang) (ahi)
(pietà)
un attimo però
quello non è forse
il sole
il cielo azzurro i cumuli bianchi
l’azzurro al di là
[…]
sempre il solito cielo? la stessa terra? di nuovo?

Ebbene sì.
Francesca, o meglio, Francesco del Cossa sembra essere stato nuovamente riportato sulla terra dopo essere…morto?, non se lo ricorda nemmeno, almeno sei secoli fa per…peste? mah, chi può saperlo.
Ciò che conta è che, attraverso l’attento sguardo di Francesco – autore dei magnifici affreschi che Georgia ha modo di apprezzare durante un viaggio appositamente organizzato al Salone dei Mesi del Palazzo ferrarese di Schifanoia – il lettore riesce a fare l’esperienza di vivere due vite parallele: da una parte la narrazione delle vicissitudini dell’artista costretto a fare i conti con gli imprevisti di una vita passata a dissimulare di essere ciò che in realtà non si è e, dall’altra, lo svolgersi quotidiano dell’esistenza di una ragazza un po’ speciale e in cui l’artista sembra in parte riconoscersi.
Romanzo dalla forte carica filosofica, L’una e l’altra di Ali Smith – edito dalla casa editrice SUR – riesce a raccontare la storia di due caparbie donne facendo dialogare due piani temporali differenti e mettendo in evidenza una condizione indispensabile per la buona riuscita di un essere umano: chiunque dovrebbe avere il coraggio di affrontare la propria vita sentendosi libero di essere quello che effettivamente sente di essere.

Maschio o femmina?
Non può essere tutte e due le cose insieme. O è l’una o è l’altra.
E chi lo dice, questo? Perché deve essere per forza così?, ribatte la madre.
[…] rifletti, per un momento, sul dilemma morale.

 


Incontro con l’autore Chris Bachelder

Ospite del Salone del libro di Torino, fa tappa a Piacenza alla Libreria Fahrenheit 451 lo scrittore americano:

Chris Bachelder
per presentare il suo romanzo edito da SUR “L’infortunio”.
Lo scrittore sarà accompagnato dell’editor Martina Testa e da Sara Carini.

infortunio cop987

Ogni anno, ventidue amici sulla quarantina si riuniscono per un weekend in un hotel senza pretese e danno vita a un irrinunciabile rituale: armati di caschi e divise rimettono in scena, sul campo di una vicina scuola, la celebre azione di una partita di football americano, quella in cui Joe Theismann, fenomenale quarterback dei Redskins, subì un infortunio che gli stroncò la carriera. Questo bizzarro rito sportivo diventa il pretesto per osservare da vicino le vite, le emozioni e le interazioni dei protagonisti: c’è chi fa lo psicologo, il bibliotecario, il piccolo imprenditore; chi è un padre di famiglia, chi uno scapolo incallito; chi sta divorziando, chi invecchia male, chi coltiva il proprio fisico con successo invidiabile; ce n’è uno con il colore della pelle diverso dagli altri, uno che abbandona misteriosamente il gruppo… La scrittura leggera, precisa, briosa di Bachelder passa dall’uno all’altro dei suoi personaggi come in un lunghissimo, avvincente piano sequenza, costruendo un brillante ritratto corale della psiche del maschio occidentale contemporaneo.

“Il romanzo di Bachelder è carico di quel tipo di umorismo sardonico che ti fa svegliare a gomitate tuo marito nel pieno della notte per leggergli intere pagine ad alta voce.”