“Angelo, guarda il passato”
di Thomas Wolfe
(Mattioli 1885)
Un romanzo straordinario, scritto da una delle voci più brillanti del primo Novecento americano.
Pubblicato nel 1929, Angelo, guarda il passato è un romanzo di formazione fortemente autobiografico che narra i primi vent’anni di vita di Eugene Gant nella fittizia cittadina di Altamont, Carolina del Nord (ispirata ad Asheville, città natale di Wolfe). La narrazione segue Eugene dalla nascita fino alla partenza per Harvard, in un costante conflitto tra il desiderio di fuga verso orizzonti cosmopoliti e le radici che lo legano al Sud. L’opera è insieme ritratto dell’America del primo Novecento, affresco della famiglia borghese in trasformazione e bildungsroman sul difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Al tempo stesso personaggio solitario e appassionato cronista della vita statunitense, Eugene vive sconvolgimenti e tragedie familiari prima di comprendere che, se vuole forgiare il proprio cammino nel mondo, deve lasciare la sua casa alle spalle.
Thomas Wolfe (1900-1938) famoso principalmente per i suoi romanzi, scrisse anche numerosi racconti, opere teatrali e novelle. La sua prosa è caratterizzata da uno stile poetico, rapsodico e impressionista a cui si aggiungono elementi autobiografici. Le sue opere, scritte e pubblicate tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del XX secolo, sono una vivida descrizione della cultura americana dell’epoca, filtrata dallo sguardo sensibile, sofisticato e iperanalitico dell’autore. Elogiato da Faulkner come uno dei più talentuosi scrittori della sua generazione, Wolfe ebbe una notevole influenza sulla Beat Generation e su alcuni dei più grandi scrittori americani come Ray Bradbury e Philip Roth.
