"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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“Colazione con l’autore”: Petunia Ollister

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita:

colazioni d'autore loc

“Colazione con l’autore” domenica 10 dicembre alle ore 11 in via Legnano, libreria Fahrenheit 451 in collaborazione con Slow Food Piacenza in occasione del terra Madre day organizza presso il Bar Piazza Vecchia (via legnano 1/B) la presentazione del volume “Colazioni d’autore” con l’autrice, la giornalista e blogger Petunia Ollister. Dialogheranno con lei Claudia Bergonzi e Silvia Molinari, introdurrà Nando Tribi. A chi comprerà il libro verrà offerta la colazione dolce o salata e a tutti i partecipanti il caffè del presidio Slow Food Huehuetenango.

Un libro illustrato che raccoglie un centinaio di belle immagini di Petunia Ollister realizzate appositamente per il progetto. I libri scelti per il “ritratto” sono libri che parlano di cibo o di cucina, romanzi in cui il cibo è protagonista o in cui è contenuta anche soltanto qualche nota citazione a tema. Gli scatti, oltre al libro, hanno per protagonista la colazione slow secondo la filosofia di Slow Food, in un ipotetico viaggio attorno al mondo e a gustose preparazioni per il primo pasto della giornata.
A corredo del tutto non soltanto le citazioni contenute nei libri, ma un ricco compendio di ricette per riprodurre succhi, estratti, brioches, muffins, piatti delle colazioni tradizionali regionali o estere. Una raccolta di libri, colazioni, tovaglie, oggetti, ricette: il tutto con la grazia estetica che soltanto Petunia Ollister riesce a comunicare attraverso i suoi #bookbreakfast.

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Natale Iperborea

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia due titoli di Iperborea per il vostro Natale:

muminTove JANSSON
MUMIN E LE FOLLIE INVERNALI

Dal genio di Tove Jansson la serie di avventure spassose, tenere e irriverenti di una famiglia di troll molto speciali. Un classico che ha appassionato i bambini di ogni età, dai 7 ai 99 anni.
​Nati nel 1946, e da allora fenomeno di proporzioni inaudite in Finlandia, mondo anglosassone e Giappone, i MUMIN ​non hanno (finora) goduto di altrettanta fortuna in Italia, dove sono rimasti più un piccolo fenomeno di culto. Nel nostro paese sono stati pubblicati i romanzi prima da Vallecchi e poi da Salani, grazie alla lungimiranza di Donatella Ziliotto, che ne ha curato anche la traduzione.
I fumetti (che noi proponiamo) erano invece usciti su Linus degli anni 60-70, e successivamente in grandi albi da Blackvelvet (ma durati purtroppo poco in libreria, come tutta la casa editrice).

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pastoreGunnar Gunnarsson
Il pastore d’Islanda

Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d’Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell’inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull’aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell’inseparabile terzetto, la «santa trinità», come li chiamano in paese, attraverso l’immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà «la condizione stessa dell’esistenza», con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il ”pastore d’Islanda“ è il racconto di un’avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell’uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per Il vecchio e il mare, considerato in Islanda il vero canto di Natale.

Incontro con l’autore Umberto Abenaim

La libreria Fahrenheit 451 vi invita:

abenaim loc (1)

click per ingrandire

In questo libro, che Liliana Picciotto nella sua prefazione definisce “piccolo lessico famigliare”, il piacentino Umberto Abenaim racconta la storia della sua famiglia travolta dall’odio razziale. Gli Abenaim erano una vecchia famiglia ebraica di origine pisana che nel 1938, all’entrata in vigore delle leggi razziali, precipita dal prestigio professionale dei padri, e dalla gloria militare dei figli, alla segregazione sociale. Con l’entrata in guerra dell’Italia e in particolare dopo l’8 settembre del ’43 ha inizio per la famiglia la stagione dell’abbandono e della disperazione. Perduti i beni materiali e costretti a cancellare i segni della loro esistenza in vita, gli Abenaim si disperdono nell’Italia occupata nel tentativo continuo di fuggire alla cattura che porterebbe alla deportazione nei campi di concentramento. In uno scenario di violenza e illogico furore è il figlio Carlo a incarnare per i famigliari la speranza di “fuggire dal Faraone”.

Recensione: “Yono-Cho”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Yono-cho
di Vittorino Andreoli
Rizzoli

YONO-CHOCerto che come psichiatra deve averne viste e sentite di tutti i colori, per riuscire a scrivere un libro così pazzesco, nel vero senso del termine…
Comprai il libro ma non lo lessi subito, ma sono convinta che se lo avessi letto allora non ne avrei colto l’impressionante odierna attualità, e magari me ne sarei dimenticata…
La prima edizione è infatti del 1994, e non si parlava ancora di femminicidio, ma la storia, pur romanzata, fantastica ed irreale, sembra costruita leggendo nella testa di chi è convinto che una donna sia una proprietà, quelli che picchiano ed ammazzano le loro donne, e nella testa di quelle donne che, soggiogate, scambiano per amore tutto questo orrore: “Sapere di essere necessari a una persona ha un effetto straordinario, riesce a dare un’identità, sicurezza anche nel pericolo di essere maltrattati”

Incontro con gli autori Cavanna e Molinaroli

Mercoledì 15 novembre alle ore 18,30 alla libreria Fahrenheit 451 il
prof. Luigi Cavanna (primario dell’oncologia di Piacenza) e il
giornalista Mauro Molinaroli accompagnanti dal direttore Gaetano Rizzuto ci parleranno del libro:

Voglio vivere. Storie di donne e uomini che combattono il cancro

Il volume raccoglie esperienze di persone che hanno combattuto il cancro con l’aiuto delle terapie, il loro rapporto con i famigliari, le ansie e la paura, la volontà e la speranza nel rapporto quotidiano con la scienza e la pratica medica. Il lavoro della rete oncologica dell’azienda sanitaria di Piacenza.

Voglio vivere loc(1)

Recensione: “Gilgi, una di noi”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Irmgard Keun
Gilgi, una di noi
L’orma editore

keunDal gruppo di lettura che si è ormai consolidato in libreria arrivano spunti sempre autentici ed inconsueti. Questa volta il suggerimento ci concentra sul mondo interiore di una donna del 1930, e anche sul contesto storico e culturale dell’epoca. Epoca di storia recente e di cui chi ha più o meno la mia età può riconoscere l’atmosfera nei preziosi racconti dei genitori.
L’atmosfera in cui si svolge la vicenda è triste, un contesto sociale depresso e malinconico che sembra quasi presagire, nel 1930, il disastro che si sarebbe presentato per la Germania e per tutta l’Europa.
Gilgi è una ragazza indipendente e, per i suoi tempi, molto intraprendente: determinata, spregiudicata, anche un po’ cinica ed egoista dal punto di vista affettivo, pianifica attentamente la sua vita futura senza però tener conto dell’imprevisto-amore. E infatti quando si ritrova davanti l’uomo della sua vita annulla se stessa e rinuncia ai suoi piani, combattuta tra passione, sensi di colpa, lealtà verso gli amici, paure di perdita dell’amato, miseria e fatalismo.
E’ molto bella la parte in cui si sviluppa tutto il suo conflitto interiore, evidenzia una grande capacità introspettiva da parte di una giovanissima scrittrice che nel 1930 aveva solo 25 anni.
Gilgi è davvero una di noi, una ragazza dei suoi tempi, ma anche dei nostri in cui ancora troppe donne sono convinte che per amare si debba rinunciare alla propria libertà e alle proprie aspirazioni condizionando la propria autostima a giudizi e capricci altrui.