"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Incontro con l’autrice Kati Galli

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita:

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Recensione: “Solo per Ida Brown”

Recensione di Alessandro Mastroianni:

Solo per Ida Brown
di Ricardo Piglia
(Feltrinelli)

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“La questione non era come pensare ciò che si vive, ma come vivere per poter pensare”

Ricardo Piglia, argentino, tra i migliori scrittori latino americani, ci lascia come ultimo lavoro questo “Solo per Ida Brown”, un romanzo noir pregno di letteratura e critica letteraria, di filosofia politica e attualità, un testo colto senza essere erudito, a duplice velocità, azione e riflessione.
All’interno del mondo universitario che l’autore ben conosce (docente a Princeton ed Harvard), si muove il protagonista Emilio Renzi, invitato come visiting professor in qualità di docente di letteratura inglese alla Taylor University, nei pressi di New York.
Aleggia un che di Ballard nel campus universitario dove Ida Brown, star accademica esperta studiosa di Conrad, invita Renzi per un semestre di seminari su W.C. Hudson, autore britannico che nei primi decenni del novecento propose una nascita di movimenti di ritorno attivo alla natura.
Come in Simenon, il delitto arriva educatamente puntuale, previsto e prevedile, vittima è proprio Ida Brown.
E come prevedibile è il delitto, poco spazio viene dato anche all’indagine.
Il colpevole, un prestigioso matematico terrorista, un anacoreta scientifico che vive in elogio del romitaggio, à la Thoreau, viene di fatto consegnato al lettore senza particolari intrecci investigativi.
Allora quale può essere l’interesse per un romanzo che pare essere di genere ma che del genere (noir o giallo che sia) ha poco o nulla, forse solo una confezione apparentemente stilistica?
Donna di élite ma al contempo anti elitaria, affascinante femmina dal carattere sfuggente, quasi in bilico tra due ruoli, (non dimentichiamo lo sguardo di Piglia tipicamente argentino, con la memoria alla dittatura recente), Ida Brown appartiene al mondo del potere culturale del quale si nutre e dalla quale fugge delineando forse il perfetto e incoerente intellettuale odierno. Ancor più significativo se consideriamo quanto negli Stati Uniti un pensiero radicale o estremo venga considerato antisociale e letteralmente sbagliato.
Cosa può significare oggi la figura di un terrorista?
Se tipicamente gli eroi dei romanzi sono avventurieri o dandy, il terrorista è una sintesi di essi con l’aggravante di sentirsi unico ed eccezionale, recita Nina, un altro bellissimo personaggio femminile. Qui troviamo un lucido matematico che muove dall’assenza in società all’azione diretta. Un uomo che si sottrae, un uomo per cui “la verità non coincide con la realtà empirica, per il quale allontanarsi da tutto è la sola possibilità per non uscir di senno. L’unica via per dominare il mondo è lasciarselo alle spalle.”
Piglia non dà indizi certi, è forse nelle trame intertestuali precedenti il delitto che fornisce le basi per poter comprendere l’attacco al potere e alla classe dominante. Oppure nella serie di rimandi letterari e intuizioni suggerite nelle digressioni accademiche che troviamo la strada di connessione con il pensiero di un lucidissimo e razionale terrorista.
L’ultimo lavoro dello scrittore argentino è una colta analisi sul potere delle classi dominanti, su quello intellettuale ed accademico e sui suoi centri di produzione.
Un lucido e disincantato sguardo sul presente, non solo statunitense.

Consigliato: “La ferrovia sotterranea”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

La ferrovia sotterranea
Di Colson Whitehead
(BigSur – Traduzione di Martina Testa)

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«La ferrovia sotterranea» è il nome con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Nel suo romanzo storico dalle sfumature fantastiche, Colson Whitehead la trasforma in una vera e propria linea ferroviaria operante in segreto, nel sottosuolo, grazie a macchinisti e capistazione abolizionisti. È a bordo di questi treni che Cora, una giovane schiava nera fuggita dagli orrori di una piantagione della Georgia, si imbarca in un arduo viaggio verso la libertà, facendo tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza?

La ferrovia sotterranea è una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, ma si legge al tempo stesso come un’appassionante storia d’avventura che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unico romanzo degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, è un libro che sembra già destinato a diventare un classico.

Incontro con l’autrice Elisabetta Guglielmetti

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita:

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A trasformare i gatti negli adorabili animali da compagnia che conosciamo oggi furono gli antichi Egizi ed oggi siamo probabilmente nel pieno della consacrazione del felino ad animale domestico; la scrittrice in questo libro di racconta l’esperienza di vita con un gatto, l’innamoramento al primo sguardo, le risate che accompagnano il rapporto, il dolore della perdita, i ricordi che rimangono. Un inno all’amore per i gatti.

Recensione: “Dente per dente”

Recensione di Noemi Veneziani.

Francesco Muzzopappa
“Dente per dente”
Fazi ed.

fazi

Quando si dice “VENDETTA”: Occhio per occhio. Dente per dente.

Se nelle grandi città siamo abituati a vedere importanti musei come il GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna) di Roma, il MAMBO (Museo d’Arte moderna BOlogna) di Bologna e il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina) di Napoli, a Varese abbiamo la possibilità di ammirare alcune tra le opere peggiori di Duchamp, Magritte, Warhol e tanti altri presso il rinomato MU.CO (MUseo d’arte COntemporanea). E tra queste orride opere d’arte lavora quotidianamente lo sfortunato Leo, privo di due dita – e per questo nominato Ottodita da un antipatico pappagallo – totalmente sguarnito di sogni ma particolarmente abile nell’arte del vendicarsi. Specialmente se la persona vittima di tanto odio è la bella, ricca e cattolicissima – si fa per dire – Andrea che, dopo aver imposto al nostro ingenuo protagonista una relazione all’insegna del rispetto dei precetti religiosi, si diverte a vestire i panni di attrice protagonista di atti tutt’altro che PURI.
Ma la vendetta è subito pronta!
E niente sarà più divertente per voi che leggere di come questo assurdo personaggio riuscirà a riscattare se stesso attraverso la comica infrazione di tutti e dieci i comandamenti.
Dente per dente di Francesco Muzzopappa – edito dalla Fazi Editore per la collana Le MerAviglie – è un romanzo breve, divertente e intelligentemente comico, in grado ti catturare il lettore facendolo divertire dalla prima all’ultima pagina.
Cosa vi posso dire di altro?
Superconsigliatissimo!!!

Recensione: “Cordelia”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Cordelia
di Nicoletta Vallorani
(Prospero editore)

cordeliaMi ha decisamente catturata, questa piccola grande bambina di otto anni.
E’ una storia di crescita, di evoluzione, di “problemi”, di disagi, di dolore, ma anche di affetto e di consolazione.
E’ difficile essere madri, ma è difficile anche essere figli, e ancor più difficile è essere figlie di una madre, e la difficoltà è ancora maggiore quando la madre è una “madre non sufficientemente buona”.
Ma Cordelia ha occhi grandi e l’inesauribile risorsa del ricordo e dell’amore di un nonno dal cuore di bambino, capace di far parlare e di far vivere tutti i colori del mondo: e fra tutti questi colori ognuno deve trovare il suo, di colore, e poi si può decidere di cambiarselo, il colore, e da grandi, a otto anni, si può decidere tutti i giorni.
Storia triste, con una mamma indifferente e anzi astiosa verso la sua bambina, ma soffusa comunque di tenerezza e di speranza.