"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Incontro con gli autori Cavanna e Molinaroli

Mercoledì 15 novembre alle ore 18,30 alla libreria Fahrenheit 451 il
prof. Luigi Cavanna (primario dell’oncologia di Piacenza) e il
giornalista Mauro Molinaroli accompagnanti dal direttore Gaetano Rizzuto ci parleranno del libro:

Voglio vivere. Storie di donne e uomini che combattono il cancro

Il volume raccoglie esperienze di persone che hanno combattuto il cancro con l’aiuto delle terapie, il loro rapporto con i famigliari, le ansie e la paura, la volontà e la speranza nel rapporto quotidiano con la scienza e la pratica medica. Il lavoro della rete oncologica dell’azienda sanitaria di Piacenza.

Voglio vivere loc(1)

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Recensione: “Gilgi, una di noi”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Irmgard Keun
Gilgi, una di noi
L’orma editore

keunDal gruppo di lettura che si è ormai consolidato in libreria arrivano spunti sempre autentici ed inconsueti. Questa volta il suggerimento ci concentra sul mondo interiore di una donna del 1930, e anche sul contesto storico e culturale dell’epoca. Epoca di storia recente e di cui chi ha più o meno la mia età può riconoscere l’atmosfera nei preziosi racconti dei genitori.
L’atmosfera in cui si svolge la vicenda è triste, un contesto sociale depresso e malinconico che sembra quasi presagire, nel 1930, il disastro che si sarebbe presentato per la Germania e per tutta l’Europa.
Gilgi è una ragazza indipendente e, per i suoi tempi, molto intraprendente: determinata, spregiudicata, anche un po’ cinica ed egoista dal punto di vista affettivo, pianifica attentamente la sua vita futura senza però tener conto dell’imprevisto-amore. E infatti quando si ritrova davanti l’uomo della sua vita annulla se stessa e rinuncia ai suoi piani, combattuta tra passione, sensi di colpa, lealtà verso gli amici, paure di perdita dell’amato, miseria e fatalismo.
E’ molto bella la parte in cui si sviluppa tutto il suo conflitto interiore, evidenzia una grande capacità introspettiva da parte di una giovanissima scrittrice che nel 1930 aveva solo 25 anni.
Gilgi è davvero una di noi, una ragazza dei suoi tempi, ma anche dei nostri in cui ancora troppe donne sono convinte che per amare si debba rinunciare alla propria libertà e alle proprie aspirazioni condizionando la propria autostima a giudizi e capricci altrui.

Incontro con l’autore Marco Truzzi

In collaborazione con Libreria Fahrenheit 451, GIOVEDI 9 NOVEMBRE alle ore 21.00, presso EN Laboratorio Collettivo in Via Maddalena 29 (Piacenza) l’autore Marco Truzzi presenterà il libro:

Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere
Exòrma Edizioni, Roma, 2016
Una selezione di testi che raccontano, nella loro specificità, di come sempre e da sempre camminiamo sui bordi, tra un di qui e un di là, reale e metaforico.

Interviene Paolo Ligutti di Concorto Film Festival. Al termine della conversazione verranno proiettati due brevi cortometraggi presentati durante Concorto Film Festival, sezione Borders, 2016.

truzzi

Recensione: “L’infortunio”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Chris Bachelder
L’infortunio
BIG SUR

infortunioUna bella sorpresa: tutto in questo libro è una bella sorpresa.
Si svolge tutto in un fine settimana dedicato ad un rito annuale ben preciso ed immancabile per 22 amici e sembra quasi una scadenza per le considerazioni e soprattutto i bilanci di una vita, di ogni vita.
Ognuno, in una lotta inconsapevole con il proprio ruvido pudore, sente il bisogno di parlare, di spiegare, di chiedere consigli, di chiedere conforto.
Intorno alla ricostruzione quasi maniacale di una traumatica azione di gioco si crea una fragile intimità nello stesso tempo ironica e rispettosa in cui ognuno tramite il dramma rappresentato fa i conti con le proprie paure.
Le descrizioni sono asciutte e precise, quasi cinematografiche. Le azioni sono coerenti nella loro illogicità. Le riflessioni riguardano un po’ tutti perché ognuno vi può trovare qualcosa che gli somiglia nella normalità della vita e della routine, delle delusioni, delle aspettative mancate e dei sogni che non ci rassegniamo ad abbandonare. L’ampiezza delle sfumature della scrittura fa intuire una traduzione ricca e amorevole.
Il finale è semplicemente strepitoso.

Recensione: “Racconti di cinema”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Racconti di cinema
A cura di Emiliano Morreale e di Mariapaola Pierini
Einaudi ed.

einaudiImpegnativo per il livello narrativo in cui i racconti si collocano tutti, frutto di una scelta, come spiegano i curatori, molto ampia ma assai precisa.
Alcuni autori sono stati per me una scoperta, e anche certe sfaccettature dell’ambiente cinematografico.
I racconti spaziano dal fascino della sala, che sia al buio o all’aperto, alla tenerezza di Truman Capote verso una dolce Marilyn, e poi verso il destino dell’attore visto da un surreale Bontempelli, con la simpatia del duo Sordi/Soldati, l’idolatria malata descritta da Cortázar, l’inquietante profetica di Flaiano, il cinismo dello snuff-movie di Apollinaire, la malizia pacchiana della Nonoche di Irene Némirovsky, fino alla dolce malinconia di Starnone.
Il ritmo è sempre alto, e non ci si annoia certo con questi compagni di avventura, alla continua scoperta dei mille volti di una vera e propria passione.

Recensione: “Il bacio della donna ragno”

Recensione di Silvia Signaroldi.

Manuel Puig
Il bacio della donna ragno
Edizioni SUR

donna ragnoAvevo sentito parlare del film senza peraltro averlo mai visto, sul libro ero un po’ timorosa dato che i romanzi ambientati nelle dittature mi angosciano più degli horror, forse perché sono realtà che superano le più terrificanti fantasie.
Ma ci sono riuscita, l’ho letto e subito mi ha conquistata l’amore per il cinema, la capacità di rendere vivi i racconti dei film per quelle che sembrano vere e proprie proiezioni personali da condividere per evadere e per salvarsi.
Lo sceneggiatore Puig è riconoscibilissimo nella descrizione delle inquadrature, dei particolari, della fotografia della scena: fantastici racconti di cinema!
La dittatura e la repressione sono la cornice in cui si svolgono vicenda e conversazioni, l’atmosfera inquietante apparentemente solo sullo sfondo ma sempre sottilmente invadente.
Mi ha colpita anche il disincanto dell’approccio alla tematica dell’omosessualità, senza ostentazioni e senza discriminazioni, un approccio che non idealizza e non condanna, con il realismo forte di una grande consapevolezza.
E fin dall’inizio mi ha presa per il particolare rapporto umano che si instaura fra i due protagonisti: affetto, dedizione, solidarietà, e il pudore nel manifestare sentimenti forse dovuti solo al bisogno di sostenersi, o forse dettati dalla necessità insopprimibile di amare e di sentirsi amati, di credere di poter comunque continuare a provare fino alla fine le proprie passioni.

Recensione: “Solo per Ida Brown”

Recensione di Alessandro Mastroianni.

Solo per Ida Brown
di Ricardo Piglia
edizioni Feltrinelli

ida brownLa questione non era come pensare ciò che si vive, ma come vivere per poter pensare

Ricardo Piglia, argentino, tra i migliori scrittori latino americani, ci lascia come ultimo lavoro questo “Solo per Ida Brown”, un romanzo noir pregno di letteratura e critica letteraria, di filosofia politica e attualità, un testo colto senza essere erudito, a duplice velocità, azione e riflessione.

All’interno del mondo universitario che l’autore ben conosce (docente a Princeton ed Harvard), si muove il protagonista Emilio Renzi, invitato come visiting professor in qualità di docente di letteratura inglese alla Taylor University, nei pressi di New York.

Aleggia un che di Ballard nel campus universitario dove Ida Brown, star accademica esperta studiosa di Conrad, invita Renzi per un semestre di seminari su W.C. Hudson, autore britannico che nei primi decenni del novecento propose una nascita di movimenti di ritorno attivo alla natura.

Come in Simenon, il delitto arriva educatamente puntuale, previsto e prevedile, vittima è proprio Ida Brown.

E come prevedibile è il delitto, poco spazio viene dato anche all’indagine.

Il colpevole, un prestigioso matematico terrorista, un anacoreta scientifico che vive in elogio del romitaggio, à la Thoreau, viene di fatto consegnato al lettore senza particolari intrecci investigativi.

Allora quale può essere l’interesse per un romanzo che pare essere di genere ma che del genere (noir o giallo che sia) ha poco o nulla, forse solo una confezione apparentemente stilistica?

Donna di élite ma al contempo anti elitaria, affascinante femmina dal carattere sfuggente, quasi in bilico tra due ruoli, (non dimentichiamo lo sguardo di Piglia tipicamente argentino, con la memoria alla dittatura recente), Ida Brown appartiene al mondo del potere culturale del quale si nutre e dalla quale fugge delineando forse il perfetto e incoerente intellettuale odierno. Ancor più significativo se consideriamo quanto negli Stati Uniti un pensiero radicale o estremo venga considerato antisociale e letteralmente sbagliato.

Cosa può significare oggi la figura di un terrorista?

Se tipicamente gli eroi dei romanzi sono avventurieri o dandy, il terrorista è una sintesi di essi con l’aggravante di sentirsi unico ed eccezionale, recita Nina, un altro bellissimo personaggio femminile. Qui troviamo un lucido matematico che muove dall’assenza in società all’azione diretta. Un uomo che si sottrae, un uomo per cui “la verità non coincide con la realtà empirica, per il quale allontanarsi da tutto è la sola possibilità per non uscir di senno. L’unica via per dominare il mondo è lasciarselo alle spalle.

Piglia non dà indizi certi, è forse nelle trame intertestuali precedenti il delitto che fornisce le basi per poter comprendere l’attacco al potere e alla classe dominante. Oppure nella serie di rimandi letterari e intuizioni suggerite nelle digressioni accademiche che troviamo la strada di connessione con il pensiero di un lucidissimo e razionale terrorista.

L’ultimo lavoro dello scrittore argentino è una colta analisi sul potere delle classi dominanti, su quello intellettuale ed accademico e sui suoi centri di produzione.

Un lucido e disincantato sguardo sul presente, non solo statunitense.

Consigliato: “Culo nero”

La Libreria Fahrenheit 451 consiglia il libro di A. Igoni Barrett e vi anticipa che il 6 dicembre l’autore sarà ospite a Piacenza nell’ambito del suo tour in Italia.

A. Igoni Barrett
“Culo nero”

edizioni▪ 66th and 2nd
traduzione ▪ Massimiliano Bonatto
collana ▪ Bazar
pagine ▪ 236
prezzo ▪ 16 euro

​Un mix di Kafka e commedia. Un grande talento. — Teju Cole

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IL LIBRO
È una mattina come le altre, o almeno così sembra. Furo Wariboko, giovane nigeriano in cerca di un’occupazione, si sveglia. Oggi è un giorno importante, finalmente ha un colloquio di lavoro. Forse il vento sta per girare a suo favore. Ma qualcosa non va. Furo è diventato bianco.
Bianco dalla testa ai piedi. O quasi… il sedere è rimasto nero. Primo problema: non farsi vedere dalla sua famiglia. Furo sguscia fuori di casa e si incammina per le vie di Lagos. Per strada nessuno lo riconosce. E chi potrebbe, con quei capelli rossi, gli occhi verdi e la pelle candida come il latte?
Il ragazzo è disorientato, fatica ad accettare la sua «metamorfosi». Il colloquio però si rivela un successo. Non solo ottiene il lavoro pur non avendo alcuna qualifica, ma gli viene offerta una posizione da «senior», con tanto di auto aziendale e autista. Essere bianco ha davvero molti vantaggi.
In quattro e quattr’otto Furo si guadagna un ottimo lavoro, una bella donna e il rispetto degli altri. Purtroppo però non è tutto oro quello che luccica. E il ragazzo presto se ne accorgerà.

L’AUTORE
Igoni Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Del 2003 è la sua prima raccolta di racconti From Caves of Rotten Teeth, mentre la seconda Love Is Power, or Something Like That uscita nel 2013 sarà pubblicata da 66thand2nd nel 2017. Blackass è il suo primo romanzo.