"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Consigliato: “L’incontro”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

L’incontro
di Bodo Kirchhoff
edizioni Neri pozza

L'incontroUna fredda sera di aprile nell’alta valle del Weissach, sul confine alpino. La primavera tarda ad arrivare e sui prati, davanti al complesso dei Wallberg Apartments, c’è ancora la neve. Reither non è un tipo da inverno, ma l’autunno precedente ha liquidato la Reither-Verlag, la sua piccola casa editrice, e con il ricavato è riuscito a voltare le spalle alla metropoli e a trasferirsi in quell’appartamento con vista sui monti, dove intende godersi la pensione in solitudine.
In compagnia di una buona bottiglia di rosso pugliese, si appresta a leggere un libro senza titolo, quando avverte dei passi inquieti davanti alla porta di casa, come di qualcuno che cammini avanti e indietro, pensoso, prima di annunciarsi attraverso una scampanellata breve e decisa. Davanti allo zerbino, lí in piedi con un vestito estivo e un elegante paio di sandali verde menta, c’è una donna piú giovane di lui, ma non drammaticamente piú giovane. Ha gli occhi grigio azzurro, i capelli color guscio di pistacchio, il naso con le alette delicate e una bocca pallida e piena. È Leonie Palm, la presidentessa del circolo di lettura del complesso.
Leonie aveva un negozio di cappelli in città, ma poiché non ci sono ormai piú facce adatte a un cappello è stata costretta a chiudere. Ora si dedica alla scrittura, insieme alle lettrici del circolo. Scrivono tutte e da Reither vorrebbero un parere, che ascolti almeno una pagina e dica: Se ne potrebbe fare qualcosa. Oppure scuota la testa in segno di diniego, mettendo fine alle loro illusioni.
Reither fa accomodare Leonie, le versa da bere, le offre da fumare. Tra di loro scatta un’immediata sintonia, un’intesa cosí forte da portarli, contro ogni previsione, a partire in piena notte per raggiungere il lago Achensee e aspettare, sulle sue rive, che sorga il sole. Ma una volta in macchina, dopo aver scrostato la neve dai vetri e avviato il motore, Reither e Leonie decidono di proseguire oltre l’Achensee, giú nella valle dell’Inn, verso l’Italia, in un viaggio folle in cui nuove avventure e incontri – soprattutto quello con una bambina che non parla – faranno riemergere antichi tormenti: le perdite subite, il mancato ruolo di genitori, la paura di amare e di mettersi in gioco.

In un romanzo indimenticabile, vincitore del «Deutscher Buchpreis 2016», il piú importante Premio letterario tedesco, Bodo Kirchhoff narra della possibilità dell’amore e, insieme, di una doppia impossibilità: l’impossibilità di abbandonarsi completamente all’altro e, insieme, di soccorrerlo senza esitazioni.

Consigliato: “Bull Mountain”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Bull Mountain
di Brian Panowich
edizioni NNE

bull.pngClayton Burroughs appartiene a una famiglia di fuorilegge che, da generazioni, mantiene il controllo di Bull Mountain, trafficando whiskey di mais, marijuana
e infine metanfetamina. Per lasciarsi alle spalle le sue origini, Clayton sposa la bella Kate e diventa lo sceriffo della città a valle. Ma quando l’agente federale Simon Holly minaccia di distruggere l’impero dei Burroughs, Clayton si trova a dover affrontare i ricordi, le paure, il disprezzo della famiglia e la volontà di redimere un passato di tradimenti, sangue e violenza. Con un ritmo serrato, la storia della famiglia Burroughs viene raccontata a turno da tutti i personaggi, fino all’imprevedibile epilogo.
Paragonato ai mostri sacri del crime, del southern noir e delle saghe familiari, Bull Mountain ha una struttura che ricorda True Detective, dialoghi che rimandano a Breaking Bad e personaggi che sembrano usciti da Fargo. E con una scrittura luminosa ci parla dell’onestà e della fedeltà alle proprie radici, e di come a volte sia doloroso ma indispensabile distruggerle per poterle onorare e proteggere.

Questo libro è per chi ama camminare in montagna per arrivare a bucare le nuvole e a vedere l’immensità del cielo, per chi decide ogni giorno di smettere di fumare e di bere, per chi indossa camicie di flanella rosse e blu, e per chi ha capito che appartenere a una terra, a una famiglia o a una persona, non vuole dire possederla ma amarla con tutto il cuore.

Novità: “Atlante leggendario delle strade d’Islanda”

La Libreria Fahrenheit 451 vi segnala fra le novità:

ATLANTE LEGGENDARIO DELLE STRADE D’ISLANDA
a cura di Jón R. Hjálmarsson
edizione italiana curata e tradotta da Silvia Cosimini
illustrazioni di Felix Petruška
pp.280; euro16

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Atlante leggendario delle strade d’Islanda è una guida di viaggio sui generis che ci porta alla scoperta dell’Islanda.
Ma perché sui generis?
Forse nessun altro luogo come l’Islanda ha un patrimonio di miti e leggende così vasto, tramandato nel corso dei secoli e tutt’oggi vivissimo nell’immaginario popolare, miti e leggende che non sono mai slegate dal paesaggio. Ogni angolo dell’Islanda ha infatti ispirato le sue storie, da cui spesso derivano gli stessi nomi dei luoghi, tanto che ogni storia può essere mappata geograficamente. E l’Atlante fa proprio questo: indirizzandoci lungo il percorso obbligato per ogni viaggio in Islanda che si rispetti – la celebre statale n.1 o Ring Road, la principale strada islandese che segue tutto il perimetro dell’isola – ci fa conoscere il paese attraverso i suoi racconti tradizionali.
Come le comuni guide, l’Atlante è suddiviso per zone geografiche, fornisce descrizioni paesaggistiche, storiche e culturali delle regioni ed è corredato di pratiche mappe, ma come guida alternativa ci fa continuamente deviare su strade minori e sentieri poco battuti, dove immancabilmente si finisce per imbattersi in fenomeni misteriosi, maghi, elfi, spettri, troll, mostri marini, bestie e perfino il diavolo in persona; personaggi talmente incredibili che hanno a dir poco scatenato la fantasia del disegnatore Felix Petruška, a cui dobbiamo le bellissime illustrazioni che accompagnano i racconti.

Qui potete leggere qualcosa in più sul contenuto libro. E qui vedere il suo aspetto esterno: la copertina (tra le migliori di quest’anno), i 60 racconti, le illustrazioni e le mappe (in particolare la preziosa cartina pieghevole alla fine del libro).

Recensione: “La fine dei vandalismi”

Recensione di Noemi Veneziani:

Tom Drury
La fine dei vandalismi
(NNEditore)

vandalismi_cover_defIstantanea: America

Nella palestra del liceo dell’immaginaria cittadina del Midwest di Grafton, era stato organizzato un ballo dall’insolito titolo Fine dei vandalismi, e Dan Norman – sceriffo della Contea – era stato designato come garante dell’ordine per quella particolare occasione.
Al centro della palestra era stata eretta una specie di statua a rappresentanza dei vandalismi.

È una composizione dei vari oggetti vandalizzati […] ci sono lo steccato, il vetro, il riflettore. Avevano intenzione di costruire un’altra scenografia per poi rompere il vetro e sporcare di vernice lo steccato in modo da far vedere il prima e il dopo.

Effettivamente il dopo non tarda ad arrivare: Charles (Tiny) Darling, ladro di professione, si era in effetti precipitato nella sala brandendo una mazza e deciso a scagliarsi violentemente sul vetro utilizzato per la scenografia, riducendolo in mille pezzi. In seguito a questo atto di vandalismo, a Dan viene affidato l’arduo compito di indagare sul conto di Tiny. Rincorrere un ladro di professione, e per di più spavaldo e violento, non era certo la missione che Dan sperava di vedersi assegnato, eppure – dato che, a quanto pare, non tutto il male vien per nuocere – durante il corso delle indagini lo sceriffo fa la conoscenza di Louise Darling, abile fotografa ed ex moglie di Tiny.
Dopo qualche tempo i due iniziano a intrecciare una singolare relazione utilizzata dallo scrittore come pretesto per raccontare la vita quotidiana che comprende dolore, gioia e, perché no, intervallata da rapine, giochi d’azzardo, incendi dolosi e azzuffate con cui l’insonne Dan deve lottare ogni giorno.
Attraverso una narrazione, a mio avviso, forse eccessivamente essenziale e minimalista, La fine dei vandalismi – pubblicato da NN editore – di Tom Drury, intende raccontare il quotidiano scorrere della vita umana.
L’autore non intende guidare il lettore attraverso la narrazione, poiché il suo scopo è quello di lasciare che gli eventi si verifichino nella più totale casualità, rischiando però di incrociare un numero elevato di avvenimenti e di personaggi arduo da gestire tanto per lo scrittore quanto per il lettore che riesce a seguire con molta difficoltà lo svolgimento della trama.
Effettivamente lo svolgimento diventa più semplice da seguire dal momento in cui la narrazione si stringe attorno alla vicenda personale di Dan e Louise il cui legame viene costantemente minacciato da difficoltose situazioni, come può essere la perdita di un figlio e una conseguente lunga separazione, che comunque non farà altro che rafforzare quel sincero e profondo legame presente tra i due.

Affrontare la realtà: questo doveva essere il loro motto.

Un romanzo difficile dal punto di vista della sovrastruttura, eccessivamente abbandonata alla casualità degli avvenimenti, e incredibilmente semplice dal punto di vista lessicale che non riesce ad attirare il lettore nella tipica atmosfera americana – tranquilla ma non troppo e caotica ma senza esagerare – di Grafton facendone un immobile spettatore del tempo che passa tra momenti di rigida logica divertenti momenti di pura follia.

Se vuole avere un bambino, ecco cosa deve fare: porti due piante di pomodoro alla chiesa cattolica e le innaffi con l’acqua santa. Poi le pianti in qualche posto piovoso ma con tanto sole. Quando avranno un pomodoro maturo ciascuno, dovrà coglierli e donarli a qualcuno a cui vuole bene.

Incontro con l’autrice Tasneem Jamal

La scrittrice canadese Tasneem Jamal inizia il tour promozionale del suo romanzo, “Dove l’aria è più dolce” (Nuova editrice Berti)

6 date, 6 città, 6 incontri, 6 occasioni per conoscerla. Una tappa sarà a Piacenza, venerdì 23 giugno alle ore 21 (durante i venerdì piacentini) alla Libreria Fahrenheit 451, presentata dalla sua editrice Cecilia Mutti e da Sara Carini.

invito

Interverranno:

Tasneem Jamal è nata a Mbarara, Uganda, e vive in Canada dal 1975. Ha lavorato come giornalista prima di pubblicare Where the Air is Sweet, uscito per HarperCollins nel 2014.

Seba Pezzani è musicista, cantante e autore. Appassionato di letteratura angloamericana, da anni affianca all’attività musicale quella di traduttore e interprete dall’inglese. Per Giulio Perroni Editore ha appena pubblicato Profondo Sud. Un viaggio nella cultura del Dixie.

Sara Carini insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dal 2005 collabora con la cattedra di Lingue e letterature ispanoamericane. Dal 2011 porta avanti un progetto di ricerca sullo studio della diffusione della letteratura latinoamericana in Italia.

Quand’è che una terra diventa nostra? La gente spunta come i fiori dal terreno: ci spostiamo per trovare la nostra casa…

Uganda, 1972. Il dittatore Idi Amin Dada espelle più di ottantamila cittadini indiani dall’Uganda: intere generazioni si ritrovano senza più nulla e con appena novanta giorni di tempo per fuggire, in un vortice surreale di caos e violenza. Nel suo romanzo d’esordio, la giornalista canadese Tasneem Jamal parte dalle proprie radici per raccontare le vicende di Raju, arrivato dall’India per cercare fortuna, e della sua famiglia in una società postcoloniale sempre più stratificata e complessa. Amori, sacrifici e successi s’intrecciano fino alla frattura dell’esilio, quando tutto va in pezzi e bisogna ricominciare da capo; eppure, agli occhi della piccola Shama, “casa” rimane un concetto astratto e può esistere ovunque: a volte cresce, a volte rimpicciolisce, e quando viene distrutta, basta ricostruirla “dove l’aria è più dolce”.

Seguirà firma-copie con brindisi di benvenuto.

Recensione: “L’una e l’altra”

Recensione di Noemi Veneziani:

Ali Smith
L’una e l’altra
(edizioni SUR)

sur.pngUn po’ di te in me, un po’ di me in te

Georgia/George è una ragazza inglese di sedici anni sveglia, abile disegnatrice e dotata di una fervida immaginazione.
Francesca/Francesco del Cossa è una giovane donna di Ferrara, vissuta nel Quattrocento e resasi protagonista di un’importante pagina della pittura italiana.
Entrambe orfane di madre si trovano a dover affrontare la vita da sole facendo mostra di possedere un forte potere: quello della determinazione.
Mentre George decide di prendere in mano la propria vita dedicandosi all’emulazione della madre – compiendo devotamente la sua danza mattutina o lasciandosi affascinare sempre di più da quel pittore tanto bravo da spingersi a domandare una paga più alta al proprio committente – Francesca, spinta dal padre, inizia a intraprendere la carriera di pittore in una Ferara in cui le possibilità di successo per una donna sembrano essere quasi nulle.
Femminile e maschile sono generi che solo la logica umana vuole ben definiti.
Tutto può essere rovesciato, confuso; i generi possono scambiarsi e le epoche mescolarsi incontrandosi in una specie di purgatorio in cui ci si può osservare e ascoltare senza tuttavia avere la possibilità reale di vedersi e ascoltarsi.
È questo ciò che succede a George nel quotidiano scambio di battute tra lei e una madre sempre presente ma non più tangibile sul piano reale, così come una simile condizione è vissuta da Francesco del Cossa nel momento in cui si trova nuovamente nel mondo reale da cui solo una sottile membrana lo tiene separato.

Padremadre ti prego allarga extempore
il punto che sto per colpire
il bersaglio che hai scelto (scusa il
disturbo)(è urgente) un gregge dal morbido
vello per attutire (ahi) ma che
mi si è impigliato il (cosa)
a un (ahio)
scansato un (fiù) (bum)
(sdang) (ahi)
(pietà)
un attimo però
quello non è forse
il sole
il cielo azzurro i cumuli bianchi
l’azzurro al di là
[…]
sempre il solito cielo? la stessa terra? di nuovo?

Ebbene sì.
Francesca, o meglio, Francesco del Cossa sembra essere stato nuovamente riportato sulla terra dopo essere…morto?, non se lo ricorda nemmeno, almeno sei secoli fa per…peste? mah, chi può saperlo.
Ciò che conta è che, attraverso l’attento sguardo di Francesco – autore dei magnifici affreschi che Georgia ha modo di apprezzare durante un viaggio appositamente organizzato al Salone dei Mesi del Palazzo ferrarese di Schifanoia – il lettore riesce a fare l’esperienza di vivere due vite parallele: da una parte la narrazione delle vicissitudini dell’artista costretto a fare i conti con gli imprevisti di una vita passata a dissimulare di essere ciò che in realtà non si è e, dall’altra, lo svolgersi quotidiano dell’esistenza di una ragazza un po’ speciale e in cui l’artista sembra in parte riconoscersi.
Romanzo dalla forte carica filosofica, L’una e l’altra di Ali Smith – edito dalla casa editrice SUR – riesce a raccontare la storia di due caparbie donne facendo dialogare due piani temporali differenti e mettendo in evidenza una condizione indispensabile per la buona riuscita di un essere umano: chiunque dovrebbe avere il coraggio di affrontare la propria vita sentendosi libero di essere quello che effettivamente sente di essere.

Maschio o femmina?
Non può essere tutte e due le cose insieme. O è l’una o è l’altra.
E chi lo dice, questo? Perché deve essere per forza così?, ribatte la madre.
[…] rifletti, per un momento, sul dilemma morale.

 

Consigliato: “Manuale per ragazze di successo “

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Manuale per ragazze di successo
di Paolo Cognetti
ed. Minimun fax

manualeSette racconti, sette ritratti di donna. Ragazze in lotta per l’amore, la maternità, il lavoro; donne che fanno carriera o ereditano fortune; donne che perdono il lavoro, vengono tradite e lasciate, provano a fare i conti con la sconfitta; che ricominciano, si ribellano, navigano a vista tra le tempeste del quotidiano. Accanto a loro uomini disorientati, capaci solo di lasciarsi vivere, privi del coraggio, dell’ironia ma certe volte anche della solitudine che circonda le loro compagne. Con uno stile asciutto Paolo Cognetti descrive, tra educazioni sentimentali e racconti di formazione, i capitoli di un immaginario “manuale per ragazze di successo”: sette modi di trovare o perdere la felicità, sette storie che parlano con la voce di una nuova femminilità.

Artista in vetrina: Sandra Ercolani

Sabato mattina 17 giugno dalle ore 10.00 alle 13.00 torna alla Libreria Fahrenheit 451 l’iniziativa “UN ARTISTA IN VETRINA”, e non in senso metaforico.
Protagonista infatti l’architetto designer di ri-gioielli Sandra Ercolani che presenterà e mostrerà l’esecuzione della sua nuova linea ETNICART, a base di carta filata riciclata da quotidiani e riviste, in un piccolo laboratorio allestito direttamente in vetrina dove il pubblico potrà vedere come nasce la sua opera e dialogare con lei.

ERCOLANI .png

L’anima di MMD metamorphosidesign è l’architetto Sandra Ercolani, di origine romagnola, “trapiantata” nella Pianura Padana, dove ha svolto la libera professione dal 1996 al 2011 occupandosi principalmente di ristrutturazioni edili , bioarchitettura e design di interni. 
La scelta del nome METAMORPHOSIDESIGN nasce da sè, trattandosi di una metamorfosi di idee e materiali che sono venute a crearsi nel tempo. La passione per la bioarchitettura e la sensibilità ai problemi ambientali hanno portato l’ingegno creativo di Sandra Ercolani a pensare di creare prodotti con materie prime riciclate; essendo talmente tanti i rifiuti non riutilizzati nel nostro Paese, sarebbe un vero peccato non trasformare tutta questa materia in “materia prima” a sua volta ri-riciclabile. La passione inoltre, per il design del gioiello, l’ha portata dapprima alla creazione di bijoux con materiali più o meno preziosi, fino ad arrivare anche al design di accessori per la casa , non tralasciando quindi l’attività di interior designer.

il RI-gioiello, pensato e creato per gente giovane..ma non necessariamente d’età. Per chi ha una marcia in più e dedica questa marcia a velocizzare la sensibilità verso l’ambiente e l’eco-design.