"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Varia

Consigliato: “Il blu più profondo del cielo”

Quest’anno il Premio nazionale per libri di racconti “Carlo Cocito” è stato assegnato a Il blu più profondo del cielo di Eric Minetto.

minetto.pngSan Francesco da giovane era una specie di stilista di moda. Joshua Slocum, il primo a navigare in solitaria intorno al mondo, non sapeva nuotare. Bruce Lee ballava il cha cha cha quasi meglio di come combatteva. Fitzgerald scriveva deliranti ricette. Hemingway sfondò a testate il portellone di un aereo in fiamme. Quindici icone per quindici racconti. Quindici personaggi raccontati attraverso un unico, folgorante dettaglio: la finestra sempre accesa di Flaubert, le scarpe troppo strette di Beckett, l’iscrizione in greco sulla tomba di Jim Morrison che recita «Fedele al proprio destino».

In fondo, sulla lapide di ognuno di questi personaggi potrebbe essere incisa la stessa epigrafe. Ciascuno di loro perseguì il proprio destino fino alla fine e anche oltre, ed è così che Morrison, Lawrence d’Arabia, Rimbaud e tutti gli altri protagonisti di questo libro continuano a parlarci, illuminando ancora oggi le nostre esistenze. Con il loro esempio, con le loro opere o magari con un unico, a prima vista trascurabile, dettaglio.


Consigliato: “Manuale per ragazze di successo “

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Manuale per ragazze di successo
di Paolo Cognetti
ed. Minimun fax

manualeSette racconti, sette ritratti di donna. Ragazze in lotta per l’amore, la maternità, il lavoro; donne che fanno carriera o ereditano fortune; donne che perdono il lavoro, vengono tradite e lasciate, provano a fare i conti con la sconfitta; che ricominciano, si ribellano, navigano a vista tra le tempeste del quotidiano. Accanto a loro uomini disorientati, capaci solo di lasciarsi vivere, privi del coraggio, dell’ironia ma certe volte anche della solitudine che circonda le loro compagne. Con uno stile asciutto Paolo Cognetti descrive, tra educazioni sentimentali e racconti di formazione, i capitoli di un immaginario “manuale per ragazze di successo”: sette modi di trovare o perdere la felicità, sette storie che parlano con la voce di una nuova femminilità.


Consigliato: “Giorni selvaggi”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Giorni selvaggi
di William Finnegan
Premio Pulitzer 2016 per la Biografia

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Giorni selvaggi è il racconto di un’esistenza trascorsa a inseguire l’onda perfetta in giro per i cinque continenti, dalla Polinesia all’Australia, daMadeira al Sud Africa, dalle Fiji al Perù. È il diario di un’ossessione, uno straordinario romanzo d’avventure, e un viaggio iniziatico nei segreti di un’arte esatta – il surf –, che è la chiave per esplorare la vita. Il surfista ha sempre davanti un orizzonte, che attrae e atterrisce: nel mare ogni cosa è connessa a tutte le altre. «Le onde sono il tuo campo da gioco,» scrive Finnegan «sono l’oggetto della tua adorazione e dei tuoi desideri più profondi. Ma allo stesso tempo sono il tuo avversario, il tuo nemico mortale, la tua nemesi». Scrive Thad Ziolkowski sulle pagine del «New York Times» che nessuno era riuscito prima di Finnegan a far incontrare surf e letteratura con tanta maestria: «Sia l’onda sia l’uomo sul surf sono senza tempo. Perché cavalcare le onde, dopotutto, è un misterioso culto pagano».

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William Finnegan lavora per il «New Yorker» dal 1987. Ha compiuto reportage in Sudafrica, Mozambico, Somalia, Sudan, Madagascar, in Messico e in altri paesi del Centro e del Sud America, in Australia, Spagna, Gran Bretagna, Ucraina, Moldovia, nei Balcani, oltre che in diverse zone degli Stati Uniti. Sì è occupato soprattutto di politica interna ed estera, di guerra, povertà, razzismo, crimine organizzato, globalizzazione, surf.

Ha pubblicato cinque libri: Barbarian Days: A Surfing Life, la cui versione italiana è edita da 66thand2nd nella collana Vite inattese; Cold New World: Growing Up in a Harder Country; A Complicated War: The Harrowing of Mozambique; Dateline Soweto: Travels with Black South African Reporters; e Crossing the Line: A Year in the Land of Apartheid. Ha vinto numerosi premi, tra cui due volte l’Overseas Press Club Award e, nel 2016, il premio Pulitzer per il miglior memoir con Barbarian Days – segnalato dal «New York Times» tra libri più venduti dell’anno. Finnegan collabora anche con «Granta»,«Harper’s», «The New York Review of Books» e altre riviste.

Nato a New York nel 1952, e cresciuto tra la California e le Hawaii, oggi l’autore vive a Manhattan con la famiglia.

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Due titoli consigliati

pietraPietra è il mio nome di Lorenzo Beccati (Nord)

Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Ma è a lei che i genovesi si rivolgono se hanno bisogno d’aiuto. Perché quella donna sfuggente è una rabdomante: sa ritrovare gioielli rubati, persone scomparse; riesce a smascherare ladri, truffatori e assassini. Tutti credono sia la custode di un potere arcano; in realtà, il potere di Pietra sta nella sua mente acuta e nella dolorosa consapevolezza che il mondo degli uomini non ammetterebbe mai di essere inferiore a una semplice donna.
Questa volta, però, l’incarico che attende Pietra è diverso da qualsiasi altro. Mentre Genova è in preda alla frenesia del carnevale, viene ritrovato il cadavere di una giovane, massacrata a morte e, lì accanto, c’è una bacchetta da rabdomante che sembra indicare Pietra come autrice del delitto. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra inizia quindi a indagare e, ben presto, si rende conto che quell’omicidio sta riportando in superficie antichi e terribili rancori. Adesso per Pietra è giunto il tempo di affrontarli, di risalire alla sorgente nascosta del male. Prima che l’assassino torni a colpire. Prima che l’assassino torni per lei…
Con una prosa elegante ed evocativa, Lorenzo Beccati ci trasporta tra i carruggi di una Genova inedita e sorprendente, tratteggiata attraverso gli occhi di Pietra, una donna fragile come la speranza e salda come una roccia, contro cui s’infrangono superstizioni e pregiudizi, intrighi e vendette.

 

sellerioLa costola di Adamo di Antonio Manzini (Sellerio)

Secondo caso per il controverso vicequestore Rocco Schiavone nella gelida Aosta. Un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.

Antonio Manzini, attore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui è seguito La costola di Adamo. Ne fanno parte anche i racconti presenti nelle antologie poliziesche Capodanno in giallo, Ferragosto in giallo e Regalo di Natale, pubblicate da Sellerio.


Due libri fotografici consigliati

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia due libri fotografici:

scrittoriScrittori
Contrasto

Scrittori raccoglie una selezione di 250 ritratti di scrittori, dai primi del Novecento ad oggi, scelti da Goffredo Fofi e realizzati da grandi fotografi. Per ogni ritratto, intenso, penetrante, spessocelebre o magari insolito, un testo spiega i perché di questa scelta, ricorda alcuni capolavori che hanno reso lo scrittore immortale e, quando possibile, racconta la storia dell’immagine, di quell’incontro unico e irripetibile che è, appunto, il ritratto. Per Henri Cartier-Bresson ritrarre uno scrittore significa cogliere del soggetto che ha davanti il silenzio interiore, tradurre in fotografia “la personalità e non un’espressione”. Per altri, ritrarre un grande scrittore può voler dire riprendere un amico in una pausa di una battuta di caccia (Robert Capa con Ernest Hemigway) o al contrario, cogliere l’essenza trasgressiva di un giovane talento o la malinconia di un grande vecchio (Richard Avedon con Truman Capote e con W.H. Auden). In ogni caso, è sempre il risultato di un’alchimia complessa e affascinante in cui giocano attrazione, curiosità, capacità di introspezione psicologica, possibili affinità esistenziali.

polaroidsPolaroids: Mapplethorpe
Silvya Wolff
Prestel

Le polaroid in bianco e nero degli anni ’70 di Robert Mapplethorpe sono raccolte per la prima volta in un unico volume: quasi trecento immagini, molte delle quali inedite, provenienti dalla Mapplethorpe Foundation e da collezioni private.


Due libri fotografici consigliati da Fahrenheit 451

Si avvicina il periodo delle feste e Fahrenheit 451 vi suggerisce un paio di uscite fotografiche molto interessanti e particolari:

M.C. Escher. Pop-up Courtney McCarthy (White Star)

Nell’inconfondibile arte grafica di Maurits Cornelis Escher è presente un connubio avvincente tra arte e matematica.
Ambiguità, realtà impossibile, metamorfosi, prospettive alterate, divennero temi dominanti della sua arte e le immagini presentate in questo volume pop-up danno vita all’irreale, al paradossale e all’incomprensibile, con risultati straordinari.

Hemingway. La vita e dintorni Mariel Hemingway e Boris Vejdovsky

Cinquant’anni dopo la sua scomparsa, Ernest Hemingway, scrittore fuori del comune, suscita ancora in tutto il mondo un fascino immutato. Gigante della scrittura, Hemingway sfidava tutti i pericoli e poneva il coraggio fisico e morale all’apice di una personale scala di valori. Boxeur, appassionato di caccia e di corride, corrispondente di guerra e perfino agente segreto, seppe trarre da queste esperienze estreme uno stile assolutamente innovativo che avrebbe rivoluzionato la letteratura contemporanea.
Entrare nella vita e nell’opera di Ernest Hemingway, come si propone di fare questo volume, significa trovare il coraggio di superare le nostre paure, di calpestare la nostra rassegnazione, di spingerci al limite delle nostre possibilità e di essere in tal modo artefici del nostro destino.


Libri per bambini… e non solo

Zoo di segni,  Mauro Bellei (Fatatrac)

Qui tra il fare e il pensare tutto cambia continuamente. Come gli anagrammi consentono di giocare con le lettere di una parola per comporne altre, ”Zoo di segni” invita ad elaborare anagrammi di segni: modificando l’ordine dei segni che definiscono l’immagine di ogni animale si possono trovare altre figure di senso compiuto.

Ci sentiamo di consigliare a grandi e piccini questo libro con le stupende illustrazioni di Rébecca Dautremer:

Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carroll (Rizzoli)