"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Romanzi

Consigliato: “Il bacio della donna ragno”

IL BACIO DELLA DONNA RAGNO
di MANUEL PUIG
edizioni SUR

puig.pngCon Il bacio della donna ragno entra nel catalogo SUR uno dei più grandi autori della letteratura argentina contemporanea. Valentín Arregui è un giovane di ventisei anni, leader di un movimento politico dissidente; Luis Molina invece di anni ne ha circa quaranta ed è omosessuale: il loro destino si incrocia in un carcere di Buenos Aires. Qui i due condividono la detenzione e tentano di distrarsi a vicenda raccontandosi vecchi film patinati. Solo apparentemente incompatibili, i due protagonisti finiranno per appianare le divergenze personali avvicinandosi sempre di più. Ben presto si scoprirà che la convivenza coatta fra i due uomini è tutt’altro che casuale e che entrambi, se pur in modo diverso, sono prigionieri nella ragnatela del potere. Ricorrendo esclusivamente al dialogo, Puig scrive una storia densa di immagini vivide e atmosfere degne del miglior cinema anni Quaranta, e insieme un grande romanzo sui sentimenti.

Pubblicato per la prima volta nel 1976 e adattato per il grande schermo nell’85 con William Hurt nei panni di Molina, in un’interpretazione che gli valse l’Oscar, Il bacio della donna ragno è una lettura estremamente moderna e delicata, i cui indimenticabili protagonisti faranno compagnia al lettore per lungo tempo.

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Consigliato: “L’incontro”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

L’incontro
di Bodo Kirchhoff
edizioni Neri pozza

L'incontroUna fredda sera di aprile nell’alta valle del Weissach, sul confine alpino. La primavera tarda ad arrivare e sui prati, davanti al complesso dei Wallberg Apartments, c’è ancora la neve. Reither non è un tipo da inverno, ma l’autunno precedente ha liquidato la Reither-Verlag, la sua piccola casa editrice, e con il ricavato è riuscito a voltare le spalle alla metropoli e a trasferirsi in quell’appartamento con vista sui monti, dove intende godersi la pensione in solitudine.
In compagnia di una buona bottiglia di rosso pugliese, si appresta a leggere un libro senza titolo, quando avverte dei passi inquieti davanti alla porta di casa, come di qualcuno che cammini avanti e indietro, pensoso, prima di annunciarsi attraverso una scampanellata breve e decisa. Davanti allo zerbino, lí in piedi con un vestito estivo e un elegante paio di sandali verde menta, c’è una donna piú giovane di lui, ma non drammaticamente piú giovane. Ha gli occhi grigio azzurro, i capelli color guscio di pistacchio, il naso con le alette delicate e una bocca pallida e piena. È Leonie Palm, la presidentessa del circolo di lettura del complesso.
Leonie aveva un negozio di cappelli in città, ma poiché non ci sono ormai piú facce adatte a un cappello è stata costretta a chiudere. Ora si dedica alla scrittura, insieme alle lettrici del circolo. Scrivono tutte e da Reither vorrebbero un parere, che ascolti almeno una pagina e dica: Se ne potrebbe fare qualcosa. Oppure scuota la testa in segno di diniego, mettendo fine alle loro illusioni.
Reither fa accomodare Leonie, le versa da bere, le offre da fumare. Tra di loro scatta un’immediata sintonia, un’intesa cosí forte da portarli, contro ogni previsione, a partire in piena notte per raggiungere il lago Achensee e aspettare, sulle sue rive, che sorga il sole. Ma una volta in macchina, dopo aver scrostato la neve dai vetri e avviato il motore, Reither e Leonie decidono di proseguire oltre l’Achensee, giú nella valle dell’Inn, verso l’Italia, in un viaggio folle in cui nuove avventure e incontri – soprattutto quello con una bambina che non parla – faranno riemergere antichi tormenti: le perdite subite, il mancato ruolo di genitori, la paura di amare e di mettersi in gioco.

In un romanzo indimenticabile, vincitore del «Deutscher Buchpreis 2016», il piú importante Premio letterario tedesco, Bodo Kirchhoff narra della possibilità dell’amore e, insieme, di una doppia impossibilità: l’impossibilità di abbandonarsi completamente all’altro e, insieme, di soccorrerlo senza esitazioni.


Consigliato: “Bull Mountain”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Bull Mountain
di Brian Panowich
edizioni NNE

bull.pngClayton Burroughs appartiene a una famiglia di fuorilegge che, da generazioni, mantiene il controllo di Bull Mountain, trafficando whiskey di mais, marijuana
e infine metanfetamina. Per lasciarsi alle spalle le sue origini, Clayton sposa la bella Kate e diventa lo sceriffo della città a valle. Ma quando l’agente federale Simon Holly minaccia di distruggere l’impero dei Burroughs, Clayton si trova a dover affrontare i ricordi, le paure, il disprezzo della famiglia e la volontà di redimere un passato di tradimenti, sangue e violenza. Con un ritmo serrato, la storia della famiglia Burroughs viene raccontata a turno da tutti i personaggi, fino all’imprevedibile epilogo.
Paragonato ai mostri sacri del crime, del southern noir e delle saghe familiari, Bull Mountain ha una struttura che ricorda True Detective, dialoghi che rimandano a Breaking Bad e personaggi che sembrano usciti da Fargo. E con una scrittura luminosa ci parla dell’onestà e della fedeltà alle proprie radici, e di come a volte sia doloroso ma indispensabile distruggerle per poterle onorare e proteggere.

Questo libro è per chi ama camminare in montagna per arrivare a bucare le nuvole e a vedere l’immensità del cielo, per chi decide ogni giorno di smettere di fumare e di bere, per chi indossa camicie di flanella rosse e blu, e per chi ha capito che appartenere a una terra, a una famiglia o a una persona, non vuole dire possederla ma amarla con tutto il cuore.


Consigliato: “Ogni spazio felice”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Ogni spazio felice
di Alberto Schiavone
(ed. Guanda)

schiavone.png«Questo bellissimo romanzo possiede il dono della pietas. Racconta delle vite minori senza giudicarle e senza facili consolazioni: l’amore e la resistenza che le animano sono consegnati, intatti e luminosi, ai lettori.»
Giorgio Fontana

Ada e Amedeo sono sposati da oltre vent’anni, hanno avuto una vita piena e due figli, Sonia e Alex. Ma il meccanismo di questa famiglia si è inceppato e Ada non è riuscita ad assorbire l’impatto di un colpo che l’ha distrutta.
Era una professoressa stimata, una moglie attenta, una madre premurosa, ora, invece, si rifugia nell’alcol. Amedeo la ama ancora, ma non riesce a infrangere la barriera di dolore che si è alzata tra loro. Hanno chiuso fuori il mondo, gli amici, la vita. Solo Sonia riesce a regalare ai genitori ancora qualche momento di normalità.
Questo fragile equilibrio è però destinato a subire un nuovo assalto dalla sorte: Sonia è incinta, ed è stata abbandonata dal padre del bambino. A questo punto il corpo già debole di Ada cede. Ma proprio quando tutto sembra perduto si affaccia un’occasione di riscatto. Ada trova la forza di reagire, forse come non le succedeva da tempo, e questa volta vuole combattere per salvare la sua famiglia.

http://www.guanda.it/libri/alberto-schiavone-ogni-spazio-felice-9788823517189/


Consigliato: “Resta la polvere”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Sandrine Collette
Resta la polvere
(Edizioni e/o)
Traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca.

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Quando Rafael viene al mondo la fattoria è già un inferno: il padre se n’è da poco andato per sempre; i fratelli maggiori, i temibili gemelli Mauro e Joaquin, forti e prepotenti, odiano l’ultimo arrivato e lo maltrattano; l’altro fratello, Steban, è semiritardato, e la madre, rozza e avara, tiene insieme quella famiglia di disperati con tirannica autorità.
Appassionato e struggente, con un’ambientazione che fa pensare alla Patagonia di Chatwin e un ritmo incalzante degli eventi degno del miglior noir.

«Si pensa naturalmente a William Faulkner leggendo le prime magnifiche pagine di Resta la polvere, gli stessi dialoghi asciutti, le stesse descrizioni mozzafiato di un paesaggio brullo. Le sue storie, fredde come lame di coltello, possiedono una strana poesia». —M, magazine di Le Monde

«Una favola di una bellezza terribile e febbrile». —Internazionale


Consigliato: “Le nostre anime di notte”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Le nostre anime di notte
di Kent Haruf
(NNeditore)

haruf.jpgIl libro più dolce della stagione, per mandare a quel paese chi ti giudica senza conoscerti a fondo, per pensare a se stessi senza esser egoisti, per amare in modo inconsueto: imperdibile.

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Ken Haruf rimane uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

 


Consigliato: “L’ultimo amore di Baba Dunja”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

L’ULTIMO AMORE DI BABA DUNJA
di Alina Bronsky
(ed. Keller)

bronsky.pngUna grande storia sulle persone, sul coraggio, sulla loro forza. Alla fine del romanzo avrei voluto abbracciare il libro (WDR)

Baba Dunja è tornata a casa. Le radiazioni nucleari non le hanno impedito di rimettere piede per prima nel paese natio (a due passi da Chernobyl). Qui, insieme a poche anime che si sono via via aggiunte, si tenta di ricominciare a vivere. Perché la vita è ancora bella, nonostante l’età e nonostante intorno ci siano frutti di bosco dalle forme strane, uccelli particolarmente chiassosi, ragni che tessono instancabili le loro tele e persino lo spirito di qualche morto che si affaccia in strada per una chiacchierata.
Le giornate scorrono per il malato Petrov che legge poesie d’amore sulla sua amaca, per la corpulenta Marja che non sa dire addio al proprio gallo Konstantin, per Baba Dunja che scrive lettere alla figlia Irina, chirurgo in Germania, fino a quando uno straniero arriva in paese con la sua bambina e il tran tran della piccola comunità di Černovo viene sconvolto…

Poetico, divertente, intelligente, questo romanzo è una fiaba moderna che svela tutto il talento di Alina Bronsky nel dipingere un paese morente che torna invece a vivere grazie a insoliti personaggi e soprattutto a Baba Dunja, una donna eccentrica e speciale, determinata a realizzare in tarda età la sua personale versione del paradiso in terra proprio in un luogo che a tutti – quasi tutti – sembra dimenticato da Dio.


Consigliato: “Una vita come tante”

La Libreria Fahrenheit 451 consiglia:

Hanya Yanagihara
Una vita come tante
(ed. Sellerio)

Per questo libro possiamo applicare la formula SODDISFATTI O RIMBORSATI!

Hanya Yanagihara.jpg1104 pagine e alla fine direte di questo romanzo “vorrei che fosse più lungo”. E’ uno dei più bei libri del 2016, vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, Una vita come tante è un libro avvincente e ipnotico che ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa.

«Quante volte capita che un romanzo sia inquietante fino alle lacrime eppure così rivelatorio della gentilezza della natura umana da farvi sentire in uno stato di grazia? La seconda stupefacente opera di Hanya Yanagihara scandaglia a fondo le vite intime dei suoi personaggi e il lettore non solo ne prende a cuore il destino ma ha l’impressione di viverle in prima persona. Le sue pagine sono piene di dolore, ma ovunque emerge l’infinita capacità dell’uomo di resistere e di amare» (The San Francisco Chronicle).