"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Romanzi

Consigliato: “Nessun amico se non le montagne”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

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Incontro “Cile Boliva Perù in moto”

Venerdì 12 luglio alle ore 21 in via Legnano ospite l’associazione RAID FOR AID per presentare il viaggio di solidarietà di ottobre 2019 in Cile, Bolivia, Perù in moto.

Inoltre Silvio, prete motociclista e presidente dell’associazione Raid for Aid, presenterà il libro “EL GRINGO LOCO. Storia di Pietro Gamba il medico dei campesinos” di Antonio Voceri.

Vi aspettiamo!

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Consigliato: “Ninfa Dormiente”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia la nuova uscita:

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“La paranza dei bambini” premiato a Berlino

Il film tratto dai romanzi di Roberto Saviano “Bacio Feroce” e “La paranza dei bambini” è stato premiato al Festival di Berlino come migliore sceneggiatura.

 

PARANZA


“Città di morti” recensito da Lucarelli

Vi riportiamo un articolo di Carlo Lucarelli su Città di morti di Herbert Lieberman (da La Lettura del Corriere della Sera).

Città di morti era nei consigliati del 2018 della Libreria Fahrenheit 451.

Click sull’immagine per ingrandire:

Lucarelli su La citta dei morti di Lieberman Pages from 2019-02-03 Corriere della Sera La Lettura


I consigliati del 2018

Ecco i libri del 2018 più consigliati dalla Libreria Fahrenheit 451:


fernando aramburu - patria - guanda

Fernando Aramburu
Patria
(Guanda)

UN GRANDE ROMANZO FAMIGLIARE CHE HA CONQUISTATO I LETTORI E LA CRITICA IN SPAGNA

Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián…

Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.


yuval noah harariYuval Noah Harari
21 lezioni per il XXI secolo
(Bompiani)

In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. ”21 lezioni per il XXI secolo” si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea.

Un libro non può dare alla gente né cibo né vestiti, ma può fare e offrire un po’ di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. Se questo libro servirà ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avrà raggiunto il suo scopo.


nneJames Anderson
Il diner nel deserto
(NNE)

Con dolce e disincantata ironia, James Anderson ci consegna un avvincente noir on-the-road, in cui il male e il desiderio di vendetta svaniscono di fronte alla lealtà che unisce i personaggi: impalpabile come l’ombra di un miraggio, intensa come la luce che abita il deserto.

James Anderson è uno scrittore e poeta americano nato a Seattle, ed è stato l’editore della rinomata casa editrice Breitenbush Books. Il diner nel deserto è il suo romanzo d’esordio, che ha ricevuto moltissimi riconoscimenti di pubblico e di critica.


i colori dell'incendioPierre Lemaitre
I colori dell’incendio
(Mondadori)

Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell’impero finanziario di cui è l’erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina…

I colori dell’incendio è il secondo attesissimo romanzo della trilogia inaugurata con Ci rivediamo lassù – premio Goncourt 2013, tradotto in ventisei lingue e un milione di copie vendute nel mondo -, un’opera in cui ritroviamo appieno il talento straordinario, l’originalità visionaria e la lingua immaginifica di Pierre Lemaitre.


adelphiSébastien Japrisot
La cattiva strada
(Adelphi)

Questa è la storia di un amore. Un amore indomabile, travolgente. E innanzitutto proibito. Quello che lega un ragazzo appena quattordicenne a una suora che di anni ne ha ventisei. La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti e senza moralismi, da uno scrittore che all’epoca ha solo diciott’anni.

Non è un caso che Emmanuel Carrère abbia definito Japrisot «un grande scrittore», «uno dei più originali del suo tempo».


il termine della notteJohn MacDonald
Il termine della notte
(Mattioli 1885)

Tre uomini e una bellissima ragazza in un vortice di furti, rapimenti, stupri e uccisioni. Un racconto a più voci: un secondino, un avvocato, il diario di uno dei condannati a morte. Chi sono gli assassini conosciuti come ‘il branco di lupi’? Da dove vengono? Perché hanno deciso di attraversare l’America lasciandosi alle spalle una scia di sangue?

Pubblicato nel 1960, sei anni prima di A sangue freddo di Truman Capote, Il termine della notte è un romanzo profetico sul lato oscuro di quella che sarà la rivoluzione giovanile. Il più ambizioso e feroce fra i libri di MacDonald: un’anticipazione della follia di Charlie Manson.


le correHervé Le Corre
Scambiare i lupi per cani
(E/O)

Il ritorno di uno dei migliori noiristi francesi dei nostri giorni. Un autore fondamentale, da scoprire.

Hervé Le Corre fa rivivere nelle sue pagine le atmosfere del cinema di Jean-Pierre Melville, la malinconia del grande cantautorato francese, l’oscurità più profonda dei classici del polar.
Nel caldo torrido dell’estate si mischiano amore e violenza, dolcezza e sangue, rivelazioni e misteri, fino a un finale imprevedibile.


città di mortiCittà di morti
Herbert Lieberman
(Minimum Fax)

Paul Konig è il medico legale e anatomopatologo più noto e apprezzato di tutta New York. Duro e irascibile, è molto temuto da colleghi e poliziotti, ma tutti ricorrono a lui perché nessuno ha la sua arte e il suo intuito nel leggere i morti, e le storie che i loro corpi raccontano…

Città di morti è un thriller elegante nella sua brutalità, un infernale viaggio al confine tra la vita e la morte, tra la superficie e l’abisso, ma anche la storia di un uomo e della sua caduta. Sullo sfondo, ma vera coprotagonista del romanzo, si staglia una città di corpi straziati, attraversata da suoni ingigantiti dall’angoscia e dalla tensione: un telefono che squilla, un rubinetto che perde, un susseguirsi di grida senza volto.



Consigliato: “Patria”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Patria
di Fernando Aramburu
(Guanda)

patriaDue famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato… Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.

Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.


Consigliato: “Il secondo cavaliere”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Il secondo cavaliere
di Alex Beer
Edizioni E/O
Traduzione di Silvia Manfredo

beerAmbientato in una Vienna in rovina all’indomani della Prima guerra mondiale, Il secondo cavaliere è un affascinante romanzo storico e un thriller irresistibile.
Vienna, 1919. Quella che solo pochi anni prima era stata la magnifica capitale di un grande impero è in rovina: miseria, fame, borsa nera, donne costrette a prostituirsi, migliaia di senzatetto, rifugi pieni di reduci di guerra, rabbia sociale, frustrazione per la disfatta e per il crollo dell’Impero austro-ungarico.

Il romanzo si apre con l’omicidio di un reduce della Prima guerra mondiale: l’assassino gli spara alla testa in un bosco alla periferia della città e cerca di farlo sembrare un suicidio. A indagare c’è August Emmerich, che insieme al suo assistente, il giovane e inesperto Winter, sta pedinando un borsanerista.

Emmerich non lavora alla Omicidi, anche se nutre l’ambizione di entrare a farne parte. È cresciuto in un orfanotrofio, insieme a colui che oggi è noto come Kolja, uno dei maggiori trafficanti di borsa nera. Emmerich ha combattuto nelle trincee, dove una scheggia di granata gli è entrata nella gamba, causandogli dolori che ora cerca di tenere a bada con l’eroina. Ha una compagna, che ama teneramente al pari dei figli di lei, ma anche lì la sorte gli gioca un brutto scherzo. Eppure continua a credere nella giustizia e caparbiamente manda avanti la sua pericolosa indagine usando mezzi leciti e illeciti, correndo rischi enormi, svelando segreti che coinvolgono personaggi potenti.