"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Recensione: “Il bacio della donna ragno”

Recensione di Noemi Veneziani.

Il bacio della donna ragno
di Manuel Puig
(ed.SUR)

donna ragnoUn romanzo dall’insolita trama

La ragazza sa di non essere come tutte le altre, c’è qualcosa in lei di inquietante, di pericoloso…
Così si apre il romanzo scaturito da una delle penne più note d’Argentina, Manuel Puig, nel 1976.
Il bacio della donna ragno è un romanzo molto particolare, sia per la trama ivi racchiusa che per la struttura stessa attraverso cui l’autore ha deciso di presentare l’intera vicenda.
La storia si svolge interamente all’interno del carcere di Buenos Aires durante gli anni Settanta, gli anni del regime dittatoriale brasiliano, gli anni di resistenza politica. In particolare, la vicenda ha luogo all’interno di una modesta cella in cui il lettore segue da vicino le quotidiane conversazioni del 26enne Valentìn Arregui – leader del movimento politico dissidente – e del 45enne Luis Molina o Molinita – colpevole solamente di essere omosessuale.

Puig ci tiene prigionieri in una cella per tutta la durata del romanzo, permettendo l’evasione solamente attraverso il racconto di pellicole patinate degli anni Quaranta, narrate alternativamente dai due sfortunati protagonisti con lo scopo d’intrattenersi a vicenda durante le loro noiose giornate da detenuti. L’atmosfera creata dalle trame dei film contribuisce sicuramente ad aumentare un certo senso di angoscia e di suspense nei confronti del destino spettante i due detenuti che, solamente in apparenza, sembrano essere indiscutibilmente incompatibili, ma che la costretta convivenza farà avvicinare.
Il complicato rapporto che, mano a mano, Valentίn e Molina iniziano ad intrecciare, permette al lettore di amarli entrambi: è infatti apprezzabile la leggerezza e l’ironia del giovane leader e la dolcezza e la pacatezza della più anziana Molinita che racconta il dramma dell’omosessualità da lui/lei vissuto in prima persona.
La scrittura è molto semplice e lineare. L’intero romanzo è un dialogo incessante forse un po’ appesantito da lunghe riflessioni – riportate come flussi di coscienza – e interminabili note dedicate ad alcuni aspetti tratti dagli studi psicoanalitici di Freud.

Il bacio della donna ragno – edito dalla casa editrice SUR – è dunque un libro insolito, un romanzo sui sentimenti, dotato di una particolare potenza e grazia nel denunciare una particolare situazione sociale e politica.
Un finale del tutto, o quasi, inatteso e una storia di affetti un po’ diversi da quella che solitamente si tende a definire la normalità.

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