"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Articoli con tag “Elliot

Incontro “Parliamo di alberi”

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita:

CURA DEGLI ALBERI LOC

“La cura degli alberi” (Elliot) di Ludovico Del Vecchio,
“Amico Albero” (ETS) di Francesco Ferrini e Alessio Fini.

Oltre agli autori Del Vecchio e Ferrini sarà presente Stefano Lorenzi, Tree Climber.
I libri, un giallo e un saggio, ci faranno comprendere come gli alberi in città sono indispensabili alla nostra vita e come si possono “coltivare” e accudire anche in città.

UN GIALLO AVVINCENTE CHE HA INAUGURATO COL PRIMO EPISODIO (LA COMPAGNIA DELLE PIANTE – 2017) UN NUOVO GENERE: IL GREEN THRILLER

Nel primo libro di Ludovico dle Vecchio, “La compagnia delle piante”, Jan De Vermeer, poliziotto di volante della questura di Modena, dopo un periodo di depressione decide di ripartire da una bicicletta e una vanga ritrovati in garage per rimettere in sesto la sua vita. Comincia così a pedalare nel cuore della notte, armato di pala e piantine per dare il via alla sua personale crociata verde per rivalutare le rotonde stradali trascurate: nasce così la fantomatica Compagnia delle piante.
In questo nuovo libro, “La cura degli alberi”, sono passati due anni, Jan De Vermeer, il poliziotto che colonizzava di notte le rotonde abbandonate, ha cambiato vita. Anna, la sua bellissima compagna sfregiata da una terribile cicatrice, aspetta un figlio. Il serial killer che li minacciava marcisce in carcere.
Il poliziotto italo-belga si è lasciato andare alla vita familiare, e non compie più attacchi di guerrilla gardening ma poi arriva la notizia che il killer è scappato e proprio mentre riscopre la paura di venire assassinato e un concerto di vasco Rossi che monopolizza la città è ormai alle porte, Jan si rimette in gioco con nuove imprese botaniche.

Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la percezione degli spazi verdi come il principale mezzo per sostenere una vita sana nelle aree urbane. I positivi collegamenti tra presenza di spazi verdi e salute sono stati riconosciuti nel corso della storia e sono stati una delle forze trainanti del movimento per i parchi urbani del 19° secolo in Europa e Nord America. Nel 21° secolo le nuove tecniche di ricerca offrono l’opportunità di studiare i meccanismi alla base dell’associazione tra spazi verdi e salute, in modo da soddisfare gli standard scientifici contemporanei e informare, con ricerche replicabili, le istituzioni, i tecnici, ma soprattutto i cittadini.
In questo libro sono riassunti e commentati, con oltre 300 citazioni bibliografiche, i più recenti dati disponibili sugli effetti benefici del verde urbano, come ad esempio il miglioramento della salute mentale, la ridotta morbilità e mortalità cardiovascolare, nonché gli effetti positivi riguardanti l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici, il rumore e il calore in eccesso. Una parte è poi dedicata anche ai problemi talvolta determinati dalla presenza delle piante.
Amico Albero è un libro pragmatico e realista, scritto con rigore, ma anche con attenzione al lettore non specialista e agli appassionati del verde, che potranno facilmente trovare informazioni utili e accrescere le loro conoscenze sull’argomento.

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Incontro con gli autori Del Vecchio e Fini

RIMANDATO CAUSA MALTEMPO A DATA DA DESTINARSI!

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita:

COMPAGNIA DELLE PIANTE LOC

Venerdì 2 marzo alle ore 18,30 Presentazione del romanzo di Ludovico Del Vecchio, “La compagnia delle Piante” (elliot) e del volume “Amico Albero” (ETS edizioni) di Francesco Ferrini e Alessio Fini. Oltre agli autori sarà presente Stefano Lorenzi, Tree Climber. I libri, un giallo e un saggio, ci faranno comprendere come gli alberi in città sono indispensabili alla nostra vita.

UN GIALLO AVVINCENTE CHE INAUGURA UN NUOVO GENERE: IL GREEN THRILLER. Jan De Vermeer, poliziotto di volante della questura di Modena, vive un periodo di depressione. Il suo cane Pagliuca è morto e lui si sente così solo che l’alcol rischia di diventare la sua unica, pericolosa, compagnia. Un giorno, rovistando nel garage, ritrova una vecchia bicicletta da corsa e una vanga. Jan decide di ripartire da questi due oggetti per rimettere in sesto la sua vita. Comincia così a pedalare nel cuore della notte, armato di vanga e piantine per dare il via alla sua personale crociata verde per rivalutare le rotonde stradali trascurate: nasce così la fantomatica Compagnia delle piante. Mentre la sua guerrilla gardening prende piede, in città si verificano efferati omicidi seriali preceduti da lettere minatorie, Jan non vuole occuparsi del fatto, finché una di quelle lettere non arriva anche a lui…

Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la percezione degli spazi verdi come il principale mezzo per sostenere una vita sana nelle aree urbane. I positivi collegamenti tra presenza di spazi verdi e salute sono stati riconosciuti nel corso della storia e sono stati una delle forze trainanti del movimento per i parchi urbani del 19° secolo in Europa e Nord America. Nel 21° secolo le nuove tecniche di ricerca offrono l’opportunità di studiare i meccanismi alla base dell’associazione tra spazi verdi e salute, in modo da soddisfare gli standard scientifici contemporanei e informare, con ricerche replicabili, le istituzioni, i tecnici, ma soprattutto i cittadini.
In questo libro sono riassunti e commentati, con oltre 300 citazioni bibliografiche, i più recenti dati disponibili sugli effetti benefici del verde urbano, come ad esempio il miglioramento della salute mentale, la ridotta morbilità e mortalità cardiovascolare, nonché gli effetti positivi riguardanti l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici, il rumore e il calore in eccesso. Una parte è poi dedicata anche ai problemi talvolta determinati dalla presenza delle piante.
Amico Albero è un libro pragmatico e realista, scritto con rigore, ma anche con attenzione al lettore non specialista e agli appassionati del verde, che potranno facilmente trovare informazioni utili e accrescere le loro conoscenze sull’argomento.


Consigliato: “La tavola del paradiso”

Volete un bel libro che sia anche divertente? Eccolo e se poi volete andarlo a conoscere sarà a Mantova al festival della Letteratura:

Donald Ray Pollock
La tavola del paradiso
(Elliot edizioni)
traduzione G. Testani

tavola del paradisoSiamo nel 1917, al confine tra la Georgia e l’Alabama. Pearl Jewett, un contadino rude e manesco, espropriato della terra e finito in miseria, condivide una dura esistenza con i tre figli: Cane, il più grande, intelligente e di bell’aspetto; Cob, goffo e un pò lento di comprendonio; e Chimney, il più giovane, dal tempera mento sanguigno. Alla morte del padre i tre ragazzi decidono di partire per il Nord e imitare le gesta criminali del loro idolo, Bloody Bill Bucket, diventando in breve tempo gli uomini più ricercati del paese. Non troppo lontano, Ellsworth Fiddler, un contadino che abita nel sud dell’Ohio insieme alla moglie e all’unico figlio scapestrato, viene raggirato e perde tutto ciò che possiede. Dopo la misteriosa sparizione del figlio, il destino lo porterà a incrociare i passi dei Jewett. Non può nascere nulla di buono da un incontro del genere, oppure sì?

Seguendo la tradizione letteraria di Flannery O’Connor e Cormac McCarthy, unita a una dose ben calibrata della violenza cinematografica di Sam Peckinpah e del gusto per l’assurdo e l’ironia di Quentin Tarantino e dei fratelli Coen, con questo romanzo Donald Ray Pollock si conferma tra le voci più importanti della narrativa americana contemporanea.


Recensione: “Ora pro loco”

Ora pro loco
di Gesuino Némus
(Elliot ed.)

Recensione di Noemi Veneziani.

ora pro locoA A A cercasi turisti

Si sta preparando un giorno d’inverno come tanti altri nel povero paesino dell’ogliastra sarda di Telévras quando, il ritrovamento del corpo senza vita dell’esuberante ottantenne – considerato un giovanotto dato il tasso di età media presente nella zona – Venanzio Oréri, presidente della locale Pro Loco, provoca la rapida diffusione di un sentimento di malinconia e sconforto.

Venanzio Oréri, responsabile della locale Pro Loco. Aveva passato tutta la vita a promuovere il territorio, pubblicizzarne le sue bellezze,decantarne le meravigliose virtù dei prodotti tipici, promuovere quelle spiagge da sogno ma…
[…] E ora lo avevano trovato esanime, nella sua casa in pietra a ridosso delle montagne, col volto sereno di chi muore circondato dall’effetto dei suoi trigliceridi, lasciava un vuoto incolmabile in quella piccola comunità. Incolmabile è il termine giusto: nessuno, infatti, voleva quel posto!

Proprio così, nessuno sembra infatti volersi assumere la responsabilità di portare avanti la faticosa opera di promozione del territorio in cui Venanzio aveva investito tempo ed energie.
Non solo, a complicare ulteriormente una situazione già abbastanza critica di per sé, ecco sopraggiungere una pioggia torrenziale che sembra divertirsi a giocare con gli animi già sconfortati degli abitanti alle prese con improvvise inondazioni e misteriosi incidenti in grado di trasformare innocue e annoiate persone di un paesino sperduto tra i Tacchi (formazioni calcaree) dell’ogliastra, in efficienti poliziotti in grado di svolgere le indagini battendo sul tempo le forze dell’ordine della vicina Narghilé a cui venne affidato il caso.

A nessuna delle autorità sembrava importare niente.
Ma le vere indagini erano cominciate subito tra gli abitanti di Telévras. Il caso per loro era già risolto e le condanne assegnate.

Il caso si potrebbe dunque dichiarare risolto, se non fosse per la birichina penna dello scrittore che pare divertirsi a delineare situazioni sempre più elaborate causando maggior parapiglia tra i membri della comunità e il lettore stesso.
Infatti l’Ente del Turismo della Regione sembra aver preso in carico la drammatica condizione di Telévras e aver di conseguenza elaborato un piano per la rinascita della zona: la proposta viene presentata dal Ragionier Franco Ferrucas senza ottenere il successo sperato. In fondo, l’idea di costruire un supercarcere per i condannati al 41 bis, per poter dare lavoro agli abitanti della zona, non sembra essere una “buona trovata”. Piuttosto far partecipare un autoctono – nel caso specifico Titina, catechista di professione e abile imitatrice di versi animali – a un importante show televisivo sul continente!
Ma ecco nuovamente la frizzante penna dello scrittore fare irruzione in un ormai poco lineare intreccio narrativo.
Una seconda morte “accidentale”: il bravo autista di corriere Sergiolino, dopo aver deposto la propria testimonianza relativa all’incidente d’auto, sembra essersi sparato un colpo in testa. Proprio lui che non ha mai sparato colpi nemmeno a Capodanno.
A questo punto le cosiddette morti “accidentali” iniziano a essere troppe per l’ispettore capo Marzio Boccinu il quale, ritiratosi volontariamente dalla professione per un periodo di congedo, decide di portare avanti le indagini trasferitosi proprio a Telévras. Lì impara a conoscere un mondo che appare parallelo a quello in cui noi comuni mortali siamo abituati a vivere e si scontra con stravaganti personaggi come l’eccentrico e gelosissimo poeta Donamínu Stracciu – che arriverà addirittura a inventarsi la storia di una nuova Area 51, denominata giustamente Nuraghe 51, in cui numerosi personaggi famosi si sarebbero rifugiati dopo aver inscenato la propria morte per poter vivere fino a cent’anni, in virtù della magica dieta ogliastrina -, lo spigliato barista Samuele Baccanti – che se solo fosse vissuto all’epoca di Freud sarebbe stato un degno sostituto della celebre Anna O. – e l’inimitabile Michelangelo Ambéssi.

L’uomo che aveva conosciuto anche la regina d’Inghilterra e ne aveva montato i cavalli ad Ascot; colui che mai aveva usato la frusta per costringere il suo destriero a sprintare e che guardava tutto ciò che fosse più altro di 160 cm con sospetto; così fiero di aver imparato da solo a leggere e a scrivere e d’aver capito molte più cose dai cavalli che dagli uomini.

Ad accompagnare l’imbrogliata vicenda non poteva che essere una travagliata, curiosa e un po’ insolita, storia amorosa tra l’ispettore Marzio e la pura (di spirito e un po’ meno di corpo) Titina Inganía.
Comunque tutto è bene quel che finisce bene.
Il romanzo dal curioso titolo Ora Pro Loco – edito da Elliot – e scritto da Gesuino Némus, autore e probabilmente anche narratore della vicenda da quella sua casa sita a Cuccurru, proprio l’ultima [casa], quella dove non arrivano manco le capre, svela infine il colpevole e l’ovvio movente di tutta la vicenda senza tuttavia far mancare alla narrazione gli ingredienti indispensabili di un giallo di qualità; ecco dunque comparire, nel corso della vicenda, lettere minatorie, intrighi amorosi e azioni più o meno legali.
Scritto con l’intento di denunciare un tema molto serio, come è quello dello spopolamento della sarda regione sud-orientale dell’ogliastra, Némus propone al lettore comiche scenette, narrate mantenendo una scrittura leggera, scorrevole e intrisa di nuragico ottimismo, particolarmente funzionali a far comprendere ai più l’importanza e l’essenzialità di farsi venire una “buona idea” che possa mettere in evidenza le ricchezze del proprio territorio.

«Dall’anno prossimo ci inventiamo un animale mitologico».
«Il cervo dantesco? O il muflone tigrato? La “lonza leggera e presta molto” dell’inferno di Dante?” Quelli li posso inventare Vena’».
«Inventa, inventa, tanto sempre pecora è la carne che gli diamo».


Consigliato: “Uno dei nostri”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia il romanzo:

Uno dei nostri
di Willa Cather
(Elliot)

elliotUn libro di guerra memorabile, un romanzo di formazione in cui l’autrice svelò l’anima di un paese completamente diverso al suo interno ma accomunato da un’indefinibile spinta alla conquista.

Anche se alla fine Claude Wheeler, eroe alla ricerca di se stesso, perso nella sua avventura, non potrà che rimpiangere i giorni da cui è fuggito. Sotto la pioggia di proiettili, barricato in trincea tra commilitoni esausti e sfigurati dal terrore, si farà strada in lui la nostalgia, il rimpianto, prepotente e tardivo, delle piccole cose della sua vita in tempo di pace.
Raffigurazione disincantata delle inquietudini che agivano nell’America delle praterie dallo spirito forte e robusto, ma anche nel meschino, timoroso e provinciale Midwest al quale appartiene il protagonista, Uno dei nostri valse a Willa Cather il premio Pulitzer nel 1923.

 


Novità consigliate da Fahrenheit 451

Alcune novità consigliate per voi dalla Libreria Fahrenheit 451:

Kanae Minato
Confessions
Giano editore (noir)

kanae minato confessionsNon è esattamente una novità essendo una nuova edizione di un libro di qualche anno fa, ma crediamo che sia passato quasi inosservato, nonostante da questo libro sia stato tratto l’omonimo film candidato agli Oscar 2011 come “Miglior film straniero”.

Confession, come un Delitto e castigo contemporaneo, svela il nichilismo degli adolescenti perduti del Giappone d’oggi, una società nella quale la capacità di agire con distacco, l’autocontrollo sulle proprie emozioni e reazioni, la lucidità nella follia rendono ancor più inquietante e apocalittico lo smarrimento delle giovani generazioni.

«Un romanzo che ti afferra dalla prima pagina e non ti molla più. Il lettore resta coinvolto da questa storia perché parla semplicemente di ciò che accade in quest’epoca distorta». (Asahi Weekly)

Alex Marwood
The wicked girls
Elliot edizioni (thriller psicologico)

Alex Marwood The wicked girlsDalla nuova stella del crime novel inglese, un thriller psicologico indimenticabile.

Una tranquilla cittadina inglese sul mare, Whitmouth, è sconvolta da una serie di omicidi a sfondo sessuale ai danni di giovani turiste. Nonostante le indagini, la polizia brancola nel buio, mentre tra la popolazione di residenti e turisti occasionali si diffonde la paura del serial killer. Per raccontare l’intera vicenda, la giornalista Kirsty Lindsay arriva sul posto e inizia a raccogliere impressioni e testimonianze. La sua speranza è quella di fare uno scoop che le permetta di lasciare la cronaca locale in cui si sente relegata all’interno del giornale ed essere promossa alle più prestigiose pagine d’attualità. Quello che troverà, però, sarà qualcosa di assolutamente inaspettato e scioccante: l’incontro casuale con Amber Gordon, responsabile del personale del luna park di Whitmouth, che, come Kirsty, nasconde un terribile segreto. Così, inesorabile come il destino che le attende da tempo, il passato delle due donne torna a trovarle…

Elizabeth Strout
I ragazzi Burgess
Fazi editore (romanzo)

Elizabeth Strout I ragazzi BurgessA cinque anni di distanza dal grande successo di Olive Kitteridge, Premio Pulitzer 2009, Elizabeth Strout ci regala un grande romanzo corale sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia e delle radici.

I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita.

L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un’istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell’animo e a scandagliare l’oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea.

Marisa Ranieri Panetta
Vesuvius
Salani (narrativa)

Marisa Ranieri Panetta VesuviusSotto le pendici verdeggianti del Vesuvio Flavia rimpiange la sorte che l’ha obbligata a sposare il ricchissimo Quinto, molto più anziano di lei. Dall’altra parte della strada, Lucio Ceio, brillante uomo politico, spia la sua inquietudine, pronto a offrirle un momento di dolcezza, una breve passione clandestina. Quinto, spesso lontano per affari, intraprende un viaggio che lo inghiottirà nel mistero; nel frattempo, a Roma, la moglie di Nerone Poppea muore all’improvviso in circostanze poco chiare, e il console Plauzio, insieme ad altri senatori, aderisce a una congiura contro l’imperatore. Attimi di felicità e di tristezza, segreti tormentosi e brillanti carriere, vissuti da uomini e donne inconsapevoli che la bella e chiassosa città di Pompei sta per essere travolta da una catastrofe inimmaginabile.

Dalla costa vesuviana a Rieti, dalla penisola iberica alla capitale dell’Impero, si snodano le vicende di un’umanità vivida e vera, magistralmente narrata nei luoghi stessi in cui ha abitato; un passato che diventa un presente familiare, a tratti intimo, in cui il lettore riconosce senza esitazione un patrimonio di storia e cultura molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare. E su tutto incombe l’ombra del Vesuvio, il monte sacro a Giove, che nessuno all’epoca immaginava fosse un vulcano.


Riproposta: “Vita avventurosa di Charlie Summers”

Un titolo da riscoprire consigliato dalla Libreria Fahrenheit 451:

Paul Torday
VITA AVVENTUROSA DI CHARLIE SUMMERS
Elliot edizioni

Vita avventurosa di Charlie Summers conferma Torday come il più originale autore inglese vivente.

Vita avventurosa di Charlie SummersDopo avere lasciato l’esercito, Hector Cletwide- Tolbot – Eck per gli amici – accetta un’offerta di lavoro dal suo vecchio commilitone Bilbo, il quale gli affida il settore investimenti della sua compagnia hedge fund. In realtà Eck ne capisce poco o nulla di finanza e tutto quello che deve fare è fornire a Bilbo contatti interessanti tra i suoi numerosi amici e conoscenti della buona società inglese. Al resto – ovvero convincerli a investire ingenti somme di denaro – penserà Biblo. In breve tempo Eck si ritrova ricco e soddisfatto, anche se all’orizzonte cominciano a profilarsi le nubi di un’imminente crisi economica. Durante un viaggio nella Francia del Sud dedicato al golf e agli affari in compagnia del suo raffinato e benestante amico Henry, Eck fa la conoscenza di Charlie Summers, un uomo affascinante e allo stesso tempo improbabile, che si sta nascondendo in Francia in seguito a un “equivoco” con l’ufficio britannico delle tasse. Charlie vive di espedienti e progetti campati in aria e questa sua eccentricità diverte i due amici che lo invitano ad andarli a trovare qualora si trovasse a passare nel Gloucestershire. Poco tempo dopo, Charlie si presenta a casa di Henry chiedendo un posto dove stare e un po’ di soldi per lanciare in quella zona il suo ultimo progetto: una linea giapponese di cibo per cani. I destini di Eck e di Charlie Summers a questo punto si incrociano di nuovo in un modo assolutamente inaspettato. Per Eck è anche l’occasione per domandarsi se lui e Charlie, impegnati in lavori così volatili, siano poi davvero così diversi…

Paul Torday – Nato in Gran Bretagna nel 1946, è l’autore di romanzi di successo quali L’irresistibile eredità di Wilberforce, La ragazza del ritratto, Vita avventurosa di Charlie Summers e Pesca al salmone nello Yemen. Quest’ultimo ha ispirato il film Il pescatore di sogni, diretto da Lasse Hallstrom, scritto da Simon Beaufoy e interpretato da Emily Blunt, Ewan McGregor e Kristin Scott Thomas.


Nuovi libri consigliati: J.E.Williams e S.Joinson

John Edward Williams – Stoner – Fazi ed.

Stoner è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 ed è stato ripescato dall’oblio nel 2006 dalle edizioni della New York Review of Books. Ora in Italia ci pensa Fazi a proporcelo nella traduzione di Stefano Tummolini.

Recensione diIrene Bignardi:
Stoner è protagonista di un singolare romanzo che racconta una vita fallita. Perché racconta una storia che non si muove dal suo baricentro. Perché registra una vicenda umana così simile a tante da non essere, all’apparenza, interessante. E da esserlo proprio perché nella gentilezza e nella non reattività del protagonista riconosciamo le mille vite non avventurose, modeste, sbagliate, moderatamente infelici, ma senza lasciare traccia, che abbiamo incrociato.

La scheda del libro dell’editore italiano:
Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

Scheda completa

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Suzanne Joinson – Guida per signore in bicicletta sulla via della Seta – Elliot ed.
Traduzione Veronica La Peccerella

«Una storia incantevole, originale e scritta meravigliosamente» Paul Torday

Londra, 1923. Le sorelle Evangeline e Lizzie English iniziano il loro viaggio sulla via della Seta verso l’antica città cinese di Kashgar, dove è in progetto l’apertura di una nuova missione. Lizzie, in preda a un sacro fuoco religioso e alla passione per la fotografia, è completamente succube della carismatica e volitiva missionaria Millicent. Eva, invece, ha intrapreso questa avventura per sfuggire alla vita borghese e, sulla sua gloriosa bicicletta, conta di scrivere la Guida per signore in bicicletta a Kashgar commissionatale da un editore poco prima della partenza. Londra, oggi. La giovane Frieda torna a casa da uno dei suoi lunghi viaggi all’estero e trova un uomo addormentato davanti alla sua porta. Impietosita, lascia accanto all’uomo un cuscino e una coperta. Il mattino seguente trova la biancheria ben ripiegata e il magnifico disegno di un uccello accompagnato da alcuni segni arabi sul muro del pianerottolo. A poco a poco l’uomo, Tayeb, uno yemenita che si è messo nei guai con la polizia, diventa amico di Frieda e, quando la ragazza riceve in eredità il contenuto di un appartamento di proprietà di una donna di cui non ha mai sentito parlare, decide di accompagnarla per scoprire di cosa si tratta. Tra i due si instaurerà un rapporto delicato e sentimentale che sarà di grande aiuto alla ragazza nel momento in cui scoprirà i molti segreti nascosti nel passato della sua famiglia. Scritto con grande eleganza di stile e popolato da personaggi indimenticabili, il romanzo incrocia abilmente le vite di Frieda ed Eva, rivelando gradualmente i legami che le uniscono e narrando come, ciascuna a modo suo, siano riuscite a sfidare le restrizioni della società e della morale del loro tempo.

Scheda completa