Consigliato: “Una luce che non si spegne”

“Una luce che non si spegne”
di Francis Spufford
(Bollati Boringhieri)

Francis SpuffordÈ il 25 novembre 1944 quando un bombardamento colpisce il supermercato Woolworths nel quartiere londinese di New Cross, uccidendo 168 persone. Tra le vittime, numerosi bambini che accompagnavano le mamme ad acquistare le pentole d’alluminio appena arrivate al negozio. In questo straordinario romanzo che coniuga una verità storica con vicende personali del tutto romanzate, Francis Spufford riporta in esistenza cinque di quei bambini, immaginando la vita che avrebbero potuto avere se un missile non l’avesse polverizzata. E lo fa attraverso cinque quadri collettivi in anni chiave della storia inglese: il 1949 e il dopoguerra; il 1964 e la Swinging London; il 1979 e l’epoca Thatcher; il 1994, con Tony Blair al potere; il 2009, con le conseguenze della forte crisi finanziaria innescatasi l’anno precedente.

Spufford si conferma un maestro della narrazione, e la sua doppia voce di storico e romanziere ci accompagna attraverso luci e ombre della nostra storia contemporanea, lo sguardo sempre puntato sui modi in cui la scena politica e sociale influenzi ogni vicenda privata. Con la sua scrittura avvincente ed empatica, ridando la vita ai suoi cinque protagonisti, Spufford ci regala una riflessione importante, e sempre scevra da ogni sentimentalismo, su ciò che è quotidiano e su ciò che è eterno.

Francis Spufford è docente al Goldsmiths College di Londra. Nominato nel 1997 Giovane scrittore dell’anno dal «Sunday Times», e nel 2007 Fellow della Royal Society of Literature, è autore di I May Be Some Time (1996), vincitore del Somerset Maugham Award; The Child That Books Built (2002), antologia letteraria sui testi di formazione per ragazzi; Backroom Boys (2003), finalista per l’Aventis Prize; e Unapologetic. Why, Despite Everything, Christianity Can Still Make Surprising Emotional Sense (2012), un saggio sul senso dell’essere cristiani oggi. Presso Bollati Boringhieri sono usciti: L’ultima favola russa (2013, 2016 e 2022), vincitore dell’Orwell Prize 2011, e Golden Hill (2017), vincitore del Costa First Novel Award, dell’Ondatjee Prize, del Desmond Elliott Prize e finalista del Walter Scott Prize per il romanzo storico.

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