“Una vita su misura” di H. M. van den Brink

Recensione di Danilo Tagliaferri.

marsilio“Una vita su misura”
di H. M. van den Brink
(Marsilio)

Karl Dijk, che per quarant’anni ha compiuto diligentemente il suo lavoro presso l’Ufficio Pesi e Misure di Amsterdam, non si presenta alla festa per il suo pensionamento. Il suo collega più anziano, incaricato di scrivere il discorso di commiato, ripercorre la storia lavorativa di entrambi dal 1961 – quando il lavoro era improntato ad incrollabili certezze – sino ad oggi, quando esperienze ed abilità sono divenute obsolete a causa di trasformazioni, scorpori ed, infine, privatizzazione dell’Ente. Il romanzo rievoca poeticamente il periodo in cui la grande distribuzione non si era ancora impadronita del mercato ed esistevano ancora i negozi di vicinato, basati sulla fidelizzazione del cliente. La figura di Dijk, nel romanzo, resta in penombra, come nel sogno ricorrente del narratore a simboleggiare il passato che ritorna come una sfida e non perdona.
Autore del precedente romanzo “Sull’acqua” vincitore di numerosi premi letterari, H.M. van den Brink costruisce uno scenario apparentemente semplice che, tuttavia rivela il lato oscuro dell’esistenza.

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