Recensione: “Nell’ombra e nella luce”

Oggi Massimo della Libreria Fahrrenheit 451 ci offre la recensione del libro:

“Nell’ombra e nella luce”

(di Giancarlo De Cataldo, ed. Einaudi)

%22Nell'ombra e nella luce%22Domenica pomeriggio ho letteralmente “divorato” un poliziesco davvero buono. Si tratta de Nell’ombra e nella luce, l’ultima fatica letteraria di De Cataldo, noto al grande pubblico per il celebrato Romanzo criminale sul mondo della malavita romana e di cui segnalo altresì la bontà letteraria de Nero come il cuore (tascabili Einaudi), scritto lustri addietro ai tempi in cui il Nostro non ancora entrato in magistratura.

Abbandonati i consueti scenari capitolini, l’Autore sviluppa l’azione nella Torino risorgimentale e sabauda del 1846 e del 1848 dove sullo sfondo della delusione per l’armistizio di Salasco e delle indecisioni regie, compare l’emergente Conte di Cavour, abile tessitore di sottili giochi politici tra progressisti e “teste di legno”, allora soltanto Sindaco di Grinzane da alcuni lustri, amico però dell’erede al trono, principe Vittorio Emmanuele.

Protagonista del libro, la cui prima parte, una sorta di antefatto, si svolge durante la Guerra d’Indipendenza, è Emiliano Mercalli di Saint-Just, un giovane ufficiale dei Carabinieri Reali, apparentemente tutto d’un pezzo, in realtà roso da problemi sentimentali e di certo più avvezzo a domare folle in rivolta che sovrastare i voleri di donna e vieppiù esacerbato da dubbi e tormenti. Coadiuvato da Gualtiero Lancefroid, un medico all’avanguardia rispetto alla scienza ufficiale dell’epoca, i due si troveranno alle prese con un omicida seriale dallo strano travestimento, con la credulità popolare e con le decisioni di mera convenienza politica dei notabili del ghetto ebraico.

Massimo Martinelli

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