"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

“Pilgrim” di Terry Hayes

Oggi Alessandro Dosi ci parla del libro “Pilgrim” di TERRY HAYES (Rizzoli):

hayesQuesto romanzo è una vera sorpresa!
È davvero ottimo, uno dei migliori lavori del genere spy story/thriller, degno dei migliori Forsyth e Follett d’annata ma, sembra un film, Mission Impossible per intenderci. È moderno, veloce, sembra un film alla John Woo, o alla Terry Hayes… Adrenalina pura, da leggere di corsa, attenzione sono 900 pagine!
Ma l’errore sarebbe fermarsi alla storia, super avvincente, degna di un maestro, credo che TH nel suo campo di sceneggiatore (Mad Max, Cliffhanger) lo sia sicuramente, perché il bello non è solo nell’apparenza o nel taglio cinematografico.
Il capolavoro è nella scelta dei personaggi, nel loro carattere, nella loro psicologia.

Se molti anni fa Lapierre e Collins, nella presentazione de “Il quinto cavaliere”, si proponevano di rispondere al quesito: perché si diventa terrorista?, TH va oltre. Con una cura ed una classe superiori alla media traccia il profilo di un terrorista, della sua storia e delle sue motivazioni, non solo ma anche della sua famiglia.
In modo apprezzabile svela il mondo arabo e, non facendoti né parteggiare per i “cattivi”, né provare comprensione, ti porta in alcuni momenti a provare empatia, fino, ovviamente al momento in cui ogni giustificazione viene meno, nel momento della violenza inaudita ed ingiustificata.
Contemporaneamente, collegandosi all’11 settembre, ricava due storie totalmente diverse, che cuce su misura per due attori non protagonisti, un buono ed un cattivo che vivono la loro realtà di protagonisti/antagonisti, in modo “umano”, semplicemente fantastici.

Abbiamo parlato di antagonisti, attori non protagonisti lasciando per ultimo il protagonista.
Anonimo, spia di classe, vero eroe, uomo duro, anche un po’ complicato (il giusto…), alla fine del romanzo, dopo torture, riabilitazioni, omicidi, lotte, violenze, avventure incedibili, se ne esce con questa testuale considerazione su se stesso:
“E sotto la volta celeste, mentre navigavo sul mare color del vino, mi resi conto che ero nato per quel mondo, che il mio destino era essere un agente segreto. Non l’avevo scelto, non l’avevo mai davvero voluto, ma era ciò che mi era toccato. Avevo cominciato quel viaggio pensando che fosse un peso, e quella notte capii che era un dono.”

Ethan Hunt, per tornare a Mission Impossible, Jack Reacher e pochi altri, questa è l’immagine del perfetto eroe, meglio di molti altri, con un poco di umanità e sentimenti ma con tanta tanta forza (quella vera, che distingue un uomo da un uomo normale) e tanto coraggio.
Anche se, a me, ricorda uno dei miei personaggi preferiti, creato dalla penna del grande RA Heinlein: Evelyn Cyryl Gordon, il grande Oscar de “La Via della Gloria”, quello era il vero eroe!

Mi è piaciuto davvero, ripeto non solo perché nel suo genere è davvero un piccolo capolavoro ma anche per gli aspetti collaterali.
Adesso aspettiamo il signor TH a nuovi romanzi ed il signor Pilgrim a nuove fantastiche avventure.

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