"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Articoli con tag “e/o

Fahr&club: “Giardini di consolazione”

Martedì 9 maggio alle ore 20:45 Fahr&club, il gruppo di lettura della Libreria Fahrenheit 451, ha deciso di parlare del libro:

Giardini di consolazione
di Parisa Reza
edito da E/O

Durante l’incontro si discuterà del libro e delle sue tematiche (Iran in questo caso) leggendone anche brevi passaggi; non è obbligatorio aver letto il libro, la serata serve anche per far venir voglia di leggerlo. A condurre la serata Sara Carini.

fahreclub_

Ecco la recensione di Noemi Veneziani per Fahrenheit 451.

Metamorfosi di una nazione: Iran

In quel momento l’Iran è democratico, comunista, socialista, totalitario, religioso, laico, fondamentalista e anche filobritannico, filoamericano, filosovietico, innamorato di Hollywood, occidentalizzato e fedele alle proprie tradizioni […] In quel tumulto di ideologie e credenze ognuno cerca di fabbricarsi un abito di circostanza, simbolo di adesione o rifiuto in tutto o in parte di ciò che immancabilmente succede: il cozzo tra gli uni e gli altri.

È attraverso attraverso questa istantanea che Parisa Reza, pubblicata da Edizioni e/o, sintetizza la complessa situazione socio-politica e culturale di un paese, l’Iran, attraversato da durissimi scontri tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta. La seconda guerra mondiale prima e il glaciale conflitto successivo tra USA e URSS, produssero una successione di profondi cambiamenti non sempre accettati di buon grado dalla popolazione iraniana.

Tutto ebbe inizio a Quamsar, piccolo villaggio sito nelle colline iraniane, dove Talla e la sua famiglia si stanno preparando ad affrontare un rigido inverno durante il quale tutti i membri si apprestano a vivere riparati unicamente dal calore del korsi.

Si tratta di un tavolo basso con sopra una immensa coperta sotto la quale viene messo uno scaldino di brace e pietre bollenti.

Talla è all’epoca una giovane fanciulla dedita al lavoro nei campi e alla cura dell’affezionata sorella minore Havva, vittima dell’eccessiva severità del padre che la condannerà a una lunga agonia per poi portarla alla morte. Sconvolta dal vuoto lasciato dalla scomparsa della piccola, Talla decide di dedicare tutta se stessa al lavoro e alla propria crescita dato che molto presto convolerà a nozze con un giovane del villaggio – Sardar – partito anzitempo verso la capitale – Teheran – per costruirsi una piccola fortuna e per preparare la dimora che accoglierà la futura famiglia.
La vita di Talla e Sardar nella capitale sarà segnata da gioie, da paure, da tanta fatica e da una profonda sofferenza come sarà l’insopportabile dolore legato alla perdita di due figli. Tuttavia il rispetto e l’amore reciproco non abbandonerà i protagonisti che saranno invece presto ricompensati della loro fede e dei loro sforzi con l’arrivo di un figlio prodigio che saprà riscattarsi agli occhi della nuova e moderna società iraniana.
Bahram sarà infatti un brillante studente e un appassionato militante tra le fila dei democratici in costante conflitto con coloro che si dichiararono fedeli alla dittatura modernizzatrice dello scià Reza Pahlavi. Egli avrà dunque la possibilità di vivere in un Iran totalmente rivoluzionario rispetto al paese medievale ricordato dai genitori e che il lettore impara a conoscere durante la prima fase di sviluppo del romanzo.

Giardini di consolazione potrebbe essere definito un meticoloso reportage di quello che fu e che poi divenne la cultura iraniana, poiché utilizzando una scrittura rapida e scorrevole – quasi appunto a ricordare un servizio giornalistico – l’autrice permette a noi europei di conoscere una cultura rimasta troppo tempo nell’ombra o giunta sino a noi completamente stravolta.
Come un regista l’autrice inquadra infatti diversi momenti di quotidianità preziosi per imparare a comprendere una cultura così tanto diversa dalla nostra e, per di più in un trentennio segnato da profondi mutamenti.
Dapprima l’autrice tocca le corde più intime del lettore mostrando un lato della comunità, quello maschile, intento a compiere i primi passi verso la dimensione femminile nelle sfere più intime; Bahram avrebbe infatti assaggiato l’amore carnale, e da quella volta ha scoperto una cosa che molti uomini di quelle terre ignorano: il piacere della donna.

Ma il processo di apertura e di commistione culturale dei due sessi non sembra essere unanimemente condiviso sia dagli uomini che dalle donne le quali, libere di abbandonare quel velo simbolo di sottomissione, decidono invece di opporsi alle nuove leggi per continuare ad osservare le proprie regole.

Alcune [donne] restano tappate in casa fino a che gli obblighi della vita le costringono ad affrontare la strada. Altre usciranno solo anni dopo, quando la legge cadrà in disuso. Per quelle donne, così come per i loro uomini, è impossibile mostrarsi ai passanti senza chador. Tra l’andare all’inferno e rimanere in casa, scelgono o sono costrette a rimanere in casa.

Più lineare e a tratti ironica è invece il racconto delle emozioni di coloro che si trovarono a fare i conti con le nuove tecnologie introdotte nel Paese da quegli stranieri venuti forse da un mondo parallelo.
Almeno, così sembra percepire la loro presenza l’analfabeta Sardar, che tuttavia dovrà proprio al forestiero la scoperta di un oggetto che in grado di migliorare notevolmente la propria esistenza: era infatti arrivata a Teheran la radio.

La cosa che preferiva era la musica. Gli entrava dentro e lo rendeva felice. Pensava che il paradiso dovesse essere pieno di quella musica, che Dio era soddisfatto dei suoi sudditi e che erano tempi benedetti, motivo per cui aveva ricompensato gli uomini dando loro la radio, cioè il suono del paradiso sulla terra.

E con essa erano arrivati anche oggetti come gli orologi e quegli strani complessi in cui sequenze di immagini scorrevano veloci su un telo bianco e che venivano chiamati “cinema”.

Parisa riesce dunque a rendere in maniera diretta ed efficace la dura lotta di una nazione costretta allo sviluppo e che vi aderisce con difficoltà in quanto la propria cultura deve rimanere e deve essere conservata intatta così da costituire un porto sicuro – un giardino di consolazione – dove potersi rifugiare per poter trovare la forza di affrontare un domani forse ancora più incerto del presente.

Annunci

Consigliato: “Resta la polvere”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Sandrine Collette
Resta la polvere
(Edizioni e/o)
Traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca.

collette.png

Quando Rafael viene al mondo la fattoria è già un inferno: il padre se n’è da poco andato per sempre; i fratelli maggiori, i temibili gemelli Mauro e Joaquin, forti e prepotenti, odiano l’ultimo arrivato e lo maltrattano; l’altro fratello, Steban, è semiritardato, e la madre, rozza e avara, tiene insieme quella famiglia di disperati con tirannica autorità.
Appassionato e struggente, con un’ambientazione che fa pensare alla Patagonia di Chatwin e un ritmo incalzante degli eventi degno del miglior noir.

«Si pensa naturalmente a William Faulkner leggendo le prime magnifiche pagine di Resta la polvere, gli stessi dialoghi asciutti, le stesse descrizioni mozzafiato di un paesaggio brullo. Le sue storie, fredde come lame di coltello, possiedono una strana poesia». —M, magazine di Le Monde

«Una favola di una bellezza terribile e febbrile». —Internazionale


I consigli degli amici

Consiglia anche tu un libro compilando questi semplici punti:
Chi-Cosa-Come-Dove-Quando-Perché
e manda il tuo consiglio a fahrenheit.451@libero.it
Noi lo pubblicheremo al più presto su questo sito!

Oggi ben tre consigli di Silvia Signaroldi.

– – –

incardona_lameta_deldiavoloCHI: Silvia Signaroldi

COSA: “La metà del diavolo” di Joseph Incardona

COME/DOVE: a casa

QUANDO: in ogni minuto libero

PERCHE’: perché è un viaggio statico, è incalzante, ha ritmo, e crede in chi non ha più nulla da perdere.

Teso, tagliente, asciutto, triste e senza speranza, perché tutto quello che si confronta con la morte non può mai vincere.
I personaggi sono tratteggiati come se fossero disegnati a china, si percepiscono occhi vuoti, mascelle contratte, dolore visibile e palpabile, anzi, è il dolore il personaggio principale, che accomuna tutti gli altri protagonisti, chi corre lungo l’autostrada, chi abita l’autostrada, chi lavora in autostrada: è tutto così inesorabilmente connesso e ognuno è così disperatamente e crudelmente solo.
Il dolore è protagonista e l’azione del libro è invece una caccia cui non sfugge il minimo particolare, con tempi pazienti, e poi serrati, e poi quando la soluzione sembra lì, il tutto si fluidifica di nuovo, e allora poi corri, recuperi, afferri ogni minima possibilità, ogni minimo segnale che potrebbe essere una salvezza e quindi la fine di tutto.
La fine.
Il ritmo di scrittura segue la storia, rallenta, sembra accelerare di colpo, ci siamo, poi di nuovo lento, arretra, prende una rincorsa, sale per scendere di colpo: crude situazioni, stacchi imprevedibili, simboli, elenchi di azioni di emozioni di descrizioni, e ragionamenti, deduzioni, pause nette, realizzazioni e azioni, e resti avviluppato in quell’autostrada che tante volte hai distrattamente imboccato senza mai vederla realmente.
Mi è piaciuto per come mi ha preso, per l’emozione affannosa ma fredda che ha saputo trasmettere costruendo attorno alla vicenda un’inquadratura originale e ben congegnata.
“Tìa Sonora ha imparato che le bugie dicono più cose sulla verità che la verità stessa.
Tìa Sonora ha imparato a raccontare bugie. La bugia è la vera creazione. La bugia è sogno.
Tìa Sonora ha capito che la verità non è nient’altro che l’esistenza stessa.
La bugia è l’altrove, è dove la gente vorrebbe essere.”

– – –

neuman.pngCHI: Silvia Signaroldi

COSA: Andrés Neuman – “Le cose che non facciamo”

COME/DOVE: a casa

QUANDO: appena ho un attimo di tempo

PERCHE’: consigliato da Sara, ne leggerò ancora perché è un autore fresco capace di scrivere su diversi registri, con la sintesi elegante e compiuta necessaria al tempo breve del racconto.

Un bel libro di racconti, un giovane autore argentino scoperto grazie al vostro gruppo di lettura.
Racconti fulminanti, introspettivi, cattivi, concitati, cinici, angoscianti, teneri, affettuosi: tanti mondi, tante sfaccettature di quella complicanza ambulante che ognuno di noi più o meno consapevolmente è.
Colpisce per la varietà di argomenti, la varietà di stili, la varietà di situazioni: ogni storia è diversa e racconta situazioni normalmente paradossali, in un linguaggio perfetto, elegantissimo, ricco di parole e di sfumature (merito questo anche di un’accurata traduzione: troppe volte non ci si pensa e si dà per scontato, ma una traduzione colta e significativa valorizza e anzi esalta il testo tradotto e ne assicura la fedeltà e la coerenza) e adatto alla vicenda, vario e sempre comunque diverso. Ci troviamo un “Dare alla luce” a perdifiato proprio come un parto (o un amplesso?) senza interruzioni di punti-duepunti-puntoevirgola, oppure una logica aberrante nel “Monologo del mostro”, il disprezzo per l’emulazione di “Vestiario” e l’ironica analisi della “Teoria della stesura”, la dolcezza e l’amore di “Madre di spalle”, la lucida pazzia di “Juan, José”, l’assurda sincronia della “Coppia perfetta”, la sensuale complicità delle “Cose che non facciamo”.
Avevo letto da qualche parte che è più complicato scrivere racconti brevi che lunghi romanzi, ed in effetti anche dal punto di vista del lettore è più facile lasciarsi prendere da un romanzo con fitta trama e personaggi che hanno il tempo di presentarsi e farsi riconoscere, che non da brevi racconti che in un’inquadratura devono definire la situazione, ritrarre i protagonisti e proporre un più o meno aperto finale: qui non sfugge nulla, l’inquadratura è sempre diversa e sempre al massimo della definizione, senza sprechi o sbavature.

– – –

LA-GRAZIA-DEL-DEMOLITORE.jpgCHI: Silvia Signaroldi

COSA: Fabio Bartolomei “La Grazia del Demolitore”

COME/DOVE: a casa

QUANDO: appena possibile

PERCHE’: ho scoperto l’autore con uno strepitoso “We are family”, e poi l’ho seguito al cinema con “Noi e la Giulia”, e questo è proprio un altro bel dizionario di emozioni in accurato stile naif, per chi vive coi piedi non troppo sulla terra.

Più ne leggo e più mi piace, mi conquista parola per parola, in un’atmosfera che ti fa sentire abbracciata da tutto l’affetto che si può mettere nelle pagine di un libro.
Descrive la cecità come se i ciechi fossimo noi lettori, per farci immaginare odori, scene di film, sensazioni tattili, paura e fiducia.
La scrittura mi sembra ancor più precisa ed elegante dei precedenti suoi libri, leggera come un soffio di aria fresca e profumata, ma accuratissima nella scelta dei termini e nelle descrizioni linearmente articolate.
I personaggi come al solito sono irreali e strampalati ma veri ed emozionanti, con Davide e i suoi amici che sembrano bambocci viziati ma capaci di ideali ed utopie, con una figura materna che sembra lontana e trasognata ma se ne esce con imperturbabili slanci di affetto attento e sicuro.
Sono incommensurabili le scene del ballo di Davide e Ursula, nell’innocente perversione di una convivenza per lei inconsapevole e che lui vive da candido voyeur della sua vita imparando che della vita bisogna gustarsene ogni minimo dettaglio.
Tra tutti i protagonisti chi ne esce peggio è il padre, un “cattivo” che ha metabolizzato i rimorsi e ha imparato a convivere con i suoi incubi.
Mentre Ursula, la protagonista cieca, ha la grazia di muovere intorno a sé una storia surreale in cui tutti, dai protagonisti ai lettori, imparano a vedere meglio intanto che il suo orizzonte si allarga sempre più mano a mano che gli ostacoli le vengono appianati e rimossi: è come se ci indicasse la strada per renderci fiduciosamente la vita più semplice.
E finisce, come tutti i suoi libri, che non finisce: perché è sì una favola ma è proprio come la vita, e quindi continua…

 


Consigliato: “Giulia 1300 e altri miracoli”

Giulia 1300 e altri miracoli
Fabio Bartolomei
(edizioni e/o)

giuliaA Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un’impresa al di sopra delle sue capacità, l’apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l’intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell’agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo. Una “miracolosa” commedia all’italiana che ci fa ridere da pazzi senza nascondere i mali e i difetti del nostro paese.
Dal libro è stato tratto il film “Noi e la Giulia” di Edoado Leo, nelle sale ora.


Aperitivo in giallo con l’autore Roberto Riccardi

La Libreria Fahrenheit 451 vi invita, venerdì 21 febbraio ore 19

Aperitivo in giallo con Roberto Riccardi
autore del libro “Venga pure la fine
edizioni e/o

L’autore sarà intervistato da Maurizio Matrone
Una piccola “caccia al libro” premierà il detective più in gamba
Seguirà piccolo buffet

VENGA PURE LA FINEIL LIBRO

La giustizia internazionale è un’importante frontiera della civiltà moderna: la via perché davvero, come vuole fin dal 1948 la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, tutti i cittadini nascano “liberi ed eguali in dignità e diritti”. Il romanzo Venga pure la fine di Roberto Riccardi, che muove dalla sospetta ingestione di farmaci nocivi da parte di un criminale della guerra in Bosnia, sulla quale indaga un ufficiale italiano, affronta il tema con il ritmo proprio di un noir, uno stile narrativo contemporaneo e il realismo di chi conosce la materia. Perché Riccardi, colonnello dell’Arma, l’uniforme delle missioni di stabilizzazione l’ha indossata due volte, la prima in Bosnia e la seconda nel Kosovo.

La tragedia dei Balcani, nel libro, è occasione per riflettere sugli orrori dei conflitti e sull’eterna giustificazione dei carnefici: “non ho fatto che eseguire degli ordini”. Saranno i due protagonisti, il tenente Rocco Liguori e il colonnello Milan Dragojevic, a confrontarsi su questo assunto, e lo faranno a colpi di Elsa Morante e Ivo Andrić, dei quali hanno letto gli stessi testi per giungere a conclusioni diametralmente opposte. Sullo sfondo, fra una Sarajevo devastata e L’Aja sede del Tribunale penale per i crimini commessi nella ex-Yugoslavia, il ruolo del nostro Paese, sempre in bilico nel difficile equilibrio fra il rispetto della propria Costituzione e gli obblighi imposti dalle varie Alleanze.

NOTA SULL’AUTORE

Roberto Riccardi è colonnello dell’Arma e direttore della rivista Il Carabiniere. Ha lavorato per anni in Sicilia e Calabria e ha comandato la Sezione antidroga del Nucleo investigativo di Roma svolgendo indagini in campo internazionale. Ha esordito nel 2009 con Sono stato un numero (Giuntina) a cui è seguito il thriller Legame di sangue (Mondadori, 2009), il romanzo storico La foto sulla spiaggia (Giuntina, 2012) e il giallo I condannati (Giallo Mondadori, 2012). Per le Edizioni E/O è uscito nel 2012 Undercover.


“Storia di chi fugge e di chi resta” di Elena Ferrante

La Libreria Fahrenheit 451 vi segnala una nuova uscita per E/O:

Storia di chi fugge e di chi restaStoria di chi fugge e di chi resta
L’amica geniale Volume Terzo
di Elena Ferrante
edizioni E/O

Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

Elena Ferrante è autrice dell’Amore molesto, da cui Mario Martone ha tratto il film omonimo. Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza. Nel volume La frantumaglia racconta la sua esperienza di scrittrice. Nel 2006 le Edizioni E/O hanno pubblicato il ro­man­zo La figlia oscura, nel 2007 il racconto per bambini La spiaggia di notte e nel 2011 il primo volume dell’Amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome.


“Preghiere Notturne” di S. Gamboa

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia questo bel libro, con una breve recensione:

“Preghiere Notturne” di Santiago Gamboa (edizioni e/o)

Preghiere notturne

A differenza di molti altri romanzi dove primeggiano inchieste di detectives e di autorità costituite, in questo caso è descritto un mistero che, con lo scorrere delle pagine, coinvolge sempre più il lettore il quale non vede l’ora di sapere come possa esser risolto.
Un romanzo talvolta a tinte forti, compreso il finale. Fili dell’intreccio narrativo si dipanano tra India, Thailandia, Giappone, Iran. Nella caotica e multiculturale New Delhi, metropoli sede dell’ambasciata colombiana con competenze sulla Thailandia (Paese famoso le sue famigerate carceri), incontreremo il primo dei tre protagonisti, il console il quale cercherà di far il possibile per far espiare la pena in Patria anziché a Bangkok ad ad un giovane connazionale incarcerato per una strana storia di droga, dottorando in filosofia e, tra l’altro, autore di brillanti saggi su Gilles Deleuze).
La storia coinvolge anche il Giappone, potenza industriale ma anche terra di manager repressi e di perversioni sessuali, in cui ha cercato temporaneo rifugio la sorella del giovane filosofo (una donna che forse sa troppo) e la Teheran città moderna in cui vivono mariti di ritenuti di comodo gelosi anzichenò.
Infine, en passant, segnaliamo che l’Autore, oltre ad alcune citazioni letterarie che possono esser utili per letture future, ne approfitta per tracciare un bilancio impietoso della presidenza Uribe che interessato il suo paese, la Colombia, per due mandati consecutivi, dal 2002 al 2010. Destra populista al potere, destra liberale ai minimi termini, società ammalata, anzi corrotta, famiglie lacerate dagli accadimenti, e dove in sostanza imperano narcotraffico, paramilitari e si parla tristemente di desaparecios come nell’Argentina dei tempi che furono.

Scheda


Novità da segnalare

Mille cretini – Quim Monzò – Marcos y Marcos

mille cretiniUn paparino profondamente materno che prende in contropiede l’incipiente vecchaia – nonché il figlio – a suon di collant, gonna, rossetto e tacchi a spillo.
Un principe azzurro che tenta inutilmente di risvegliare la principessa dal suo sonno profondo con mille prodezze erotiche, e finisce per addormentarsi lui, per sempre.
Uno scrittore esordiente pronto a rinnegare il suo idolo – che ha contribuito in modo sostanziale al suo decollo – non appena ne ha preso il posto nel firmamento letterario. Un uomo che decide di sposare l’ex fidanzata perché scopre che è malata terminale, e quando lei guarisce grazie all’amore, non sa proprio che pensare, che pesci pigliare… Che si tratti di vecchi rincretiniti, vitelloni incalliti o Madonne ribelli al destino di future madri di Gesù Cristo, Quim Monzó entra nelle vite dei suoi personaggi con la marcia in più dei Grandi: occhio acuto, parole al vetriolo, balsami di tenerezza.
Parola di «The Guardian», che lo porta in palma di mano, fra i massimi scrittori viventi.

Scheda libro

– – –

Cuore Cavo – Viola di Grado – E/O

Layout 1In un romanzo coraggioso e sorretto da una scrittura originale, Viola Di Grado racconta la storia di un suicidio e di ciò che segue. Una folgorante invenzione della vita dopo la morte: la nostalgia, l’amore, la frequentazione “fantasmatica” delle persone care, la solitudine e l’incomunicabilità, in un aldilà cupo e ribollente, senza pelle e senza sensi, dominato da una natura crudele, che sfalda i corpi, ma anche da una vita ostinata che a questa morte si sottrae. Un romanzo che fa paura: la disgregazione dei corpi, la sopravvivenza dell'”anima”, la tristezza e il rimpianto per la vita che non riesce a ricomporsi ma continua a incedere e spiare, vagando in un mondo deserto ma affollato, dove i vivi non possono più vederti e sentirti ma i morti restano all’erta, impauriti, in ascolto.

Scheda libro

– – –

La petite – Michèle Halberstadt – L’orma

la petite“Ho dodici anni e questa sera sarò morta”. Una ragazzina ingoia l’intero contenuto dell’armadietto di medicinali della madre per uscire da una vita di solitudine e affetti traditi. Prima di assopirsi ci racconta la sua storia di piccole delusioni che sembrano insormontabili, la storia di quella fatica naturale di divenire un’altra che può essere l’adolescenza e che continua a riguardare tutti ogni volta che ci troviamo ingabbiati in un’esistenza spenta e domata. Una fatica accesa di entusiasmi: la gioia della radio, l’ossigeno della musica, il sogno del giornalismo, la festa delle visite degli sfarzosi amici del nonno, gaudenti scialatori di sentimenti e di denari. Il tutto in una Parigi degli anni Sessanta vibrante di aneddoti famigliari e canzoni alla moda. Un romanzo che è una finestra sull’interiorità in ebollizione di una bambina. La ricostruzione fedele, acuta e commovente di quell’età della vita in cui il mondo comincia a fraintenderci.

Scheda libro

– – –

Tutte le altre sere – Dara Horn – 66THand2ND

tutte le altre sereÈ una fredda sera di marzo del 1861 a New York, e la Guerra Civile è alle porte. I Rappaport sono riuniti a tavola per il seder di Pasqua. Marcus, il capofamiglia, ha appena accettato la proposta di David Jonas, suo socio in affari: la diciassettenne Emma Jonas, affetta da ritardo mentale, sposerà il diciottenne Jacob Rappaport. Ma la notte prima del matrimonio il giovane fugge di casa e si arruola nelle forze dell’Unione. Non passa molto tempo e a Jacob si presenta un’irrinunciabile opportunità di carriera: deve recarsi a New Orleans e, spacciandosi per un fuggiasco, uccidere lo zio che sta progettando un attentato al presidente Lincoln. Il successo dell’operazione porta nuove missioni, nuovi pericoli. Jacob dovrà andare in Virginia e sposare una bellissima spia confederata, Eugenia Levy, appartenente a una famiglia sudista legata ai Rappaport da ragioni d’affari. In un paese spaccato tra Nord e Sud, teatro della più lunga e sanguinaria guerra della storia americana, si consuma per Jacob un cruento crimine di coscienza: in balia della menzogna e divorato da un costante bisogno di approvazione, Jacob è incapace di scegliere il proprio futuro e di comprendere che la vita non “dipende interamente dal capriccio di qualcun altro”.

Scheda libro

– – –

Fratello buono, fratello cattivo – Matti Rönkä – Iperborea

fratello buono fratello cattivoViktor Kärppä, “l’uomo con la faccia da assassino” e il cuore diviso tra le radici sovietiche e la sua nuova vita a Helsinki, ha chiuso con il crimine da quando il socio Ryškov ci ha rimesso la pelle. E a parte qualche giro di contrabbando si accontenta di una piccola impresa edile che offre lavoro nero ma ben pagato agli immigrati dell’Est. Ma quando una partita di supereroina semina la morte in città, i sospetti ricadono su suo fratello Aleksej, l’irreprensibile ingegnere che stanco di fare la pedina di un sistema corrotto a Mosca lo ha raggiunto a Helsinki a caccia di soldi facili. Sotto il fuoco incrociato della polizia e della mafia russa, a Viktor non resta che riaprire le porte della sua vecchia vita e infiltrarsi nella cupola di San Pietroburgo: chi ha osato sfidare i boss del narcotraffico? Comincia così una nuova indagine del romantico faccendiere frontaliero sospeso tra la nostalgia dello sradicato e le cicatrici di un torbido passato nel KGB. E che muovendosi al confine di due epoche e due mondi ci proietta in una Finlandia sconosciuta, terra di frontiera fatalmente segnata dalla parabola sovietica, puzzle etnico dalle mille anime in cui i problemi di identità portano il peso e le ferite della storia.

Scheda libro