Recensione: “Elizabeth Appleton”

“Elizabeth Appleton”
di John O’Hara
(Nutrimenti)

appletonLa protagonista appartiene, per nascita, ad una famiglia dell’alta società di New York: abituata alla ricchezza, alla mondanità, alle feste, è, insomma, un po’ frivola e snob. La decisione di sposare John Appleton, futuro insegnante di storia in un piccolo college della Pennsylvania, comporta per Elizabeth un radicale cambiamento nello stile di vita, più “spartano” e consono alle convenzioni sociali di un piccolo centro della provincia americana (pur primeggiando per bellezza, eleganza e bon ton tra le signore locali). Moglie e marito rappresentano agli occhi di tutti la coppia perfetta, ma Elizabeth ha sentimenti ben diversi: la noia, il desiderio e l’attrazione per lo stile di vita precedente la spingeranno a derogare a regole precostituite.
Ambientato tra gli anni ’30 e ’50, il romanzo racconta dell’inconciliabilità di due mondi con uno stile che ricorda a volte Fitzgerald mettendo in scena una interessante galleria di personaggi.

Danilo Tagliaferri

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