Recensione: “Casa Trelawney”

“Casa Trelawney”
di Hannah Rothschild
(Neri Pozza)

Hannah RothschildSiamo nel 2008. Una famiglia appartenente all’antica nobiltà della Cornovaglia – tre generazioni di conti e contesse – è ormai ridotta quasi in miseria e vive asserragliata nel castello avito diroccato e fatiscente. L’unica che sembra rendersi conto della realtà ed a combattere la lotta per la sopravvivenza è Jane, moglie dell’ultimo conte, Kitto, mentre gli anziani genitori di lui vivono ancora fingendo che nulla sia ancora cambiato rispetto ai fasti passati.Il resto dell’eccentica famiglia vive lontano dal castello, ma sarà la sorella di Kitto, Blaze – operatrice finanziaria – a cercare di rimettere in sesto la famiglia, non solo dal punto di vista finanziario, nonostante la crisi economica mondiale innescata dal fallimento delle Lehman Brothers.
Scritto con prosa vivace e con humor tipicamente inglese, il romanzo – che mette a confronto la vecchia aristocrazia con i tempi nuovi dominati dagli squali della finanza – è una commedia sociale estremamente gradevole.

Danilo Tagliaferri

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