"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Recensione: “L’infortunio”

Recensione di Noemi Veneziani.

L’infortunio
di Chris Bachelder
edizioni SUR

infortunio

Sempre la solita partita.

18 novembre 1985. La carriera di Joe Theismann, trentaseienne quarterback dei Washington Redskins, viene stroncata da una frattura esposta alla gamba destra causata da un placcaggio di Lawrence Taylor, linebacker dei New York Giants, durante un incontro trasmesso in diretta nel popolarissimo Monday Night Football della ABC.

Uno a uno i 22 uomini destinati a riprodurre questa tragica scena, qualche giorno prima del 18 novembre, si danno appuntamento nell’hotel di sempre con i compagni di sempre. Solamente le loro condizioni fisiche e mentali mutano all’inesorabile trascorrere del tempo. L’età avanza ma la determinazione e la devozione degli intrepidi protagonisti di questo romanzo non sembra subire modifiche; questo incontro rappresenta un atto commemorativo di un momento fondamentale nella storia del football americano, per questo deve essere riprodotto con la massima precisione. Insomma, si tratta di mettere in pratica un vero e proprio rito. È un po’ come per i riti religiosi: nella religione ci sono delle date da rispettare e delle forme, durante l’atto, da emulare, così come accade accade nel football. Se poi si tratta della riproduzione di un infortunio che mette fine alla carriera di un importante giocatore, l’attenzione al dettaglio aumenta ancora di più. Bisogna studiare nel dettaglio la scena. Vederla e rivederla più volte. Assegnare i ruoli sorteggiando bussolotti da una enorme sfera, un tantino Fru Fru, procurarsi le divise in base al ruolo assegnato e, in ultimo ma non per questo meno importante, prestare un occhio di riguardo in più per lo sfortunato giocatore destinato a interpretare per quell’anno il ruolo di Theismann.

Ogni azione prova ad asserire un dominio sull’altra azione, sia con la forza bruta che con manovre diversive. Ecco perché il football è il più scientifico di tutti gli sport. Una partita è una serie discreta di esperimenti successivi. Ipotesi, osservazione, risultati, analisi, conclusione.

Oltre al gioco e a tutta una lunga e complicata preparazione alla vera e propria messa in atto dell’azione, Chris Bachelder ne L’infortunio – edito dalla casa editrice SUR – intreccia al rito sportivo un tentativo di rappresentazione della complessa mente di uomini appartenenti ad un ipotetico ceto medio, alle prese con comunissime difficoltà: dal non sapere come affrontare l’incombente degrado fisico dovuto all’aumento dell’età, passando per figli piccoli o alle prese con la pubertà, per arrivare ai titanici confronti con mogli e fidanzate che, nonostante tutto, rappresentano una parte importante dei propri uomini. I protagonisti del romanzo trascorrono ore intere a parlare della propria vita e di quello che vorrebbero cambiasse; nelle ore che li separano dal rito i maschi si parlano, si confidano,si ascoltano e si fraintendono.

Trent rientrando a casa aveva trovato la figlia che faceva sesso orale con un ragazzo. Jeff rientrando a casa aveva trovato la figlia che faceva sesso orale con una ragazza. Andy rientrando a casa aveva trovato il figlio piccolo che lo faceva con un barattolo di panna montata spray. […] Tommy rientrando a casa aveva trovato il cane che si era mangiato un pacco di pannolini. […] Nate tornando a casa aveva trovato la moglie su Skype con un uomo in uniforme militare. Michael Pelato rientrando a casa aveva trovato il figlio che seviziava un gatto. Tutte le volte che rientrava a casa adesso Peter trovava sua figlia che legge.

Attraverso una scrittura leggera e brillante, l’autore fa vivere i suoi personaggi in un’atmosfera di una quotidianità in cui le problematiche e le gioie di tutti i giorni fanno da sfondo alla rigida preparazione del rituale. Oltre che alla celebrazione di un rito e alla volontà dello scrittore di raccontare una storia normale di persone normali che tuttavia fanno qualcosa di eccezionale, non manca una leggera vena di ironia accompagnata da profonde riflessioni come quella presentata dall’arguto Jeff, ai propri attoniti compagni, in merito all’essenza del matrimonio.

L’infortunio non è un romanzo come tanti, ha in sé qualcosa di speciale, racconta banalmente dell’organizzazione e della messa in atto di un determinato evento sportivo, eppure qualcosa lo rende speciale.

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