“Serena”
di Ron Rash
(La nuova frontiera)
Con il ritmo mozzafiato di un thriller e la potenza del dramma elisabettiano, Ron Rash firma un altro capolavoro: un romanzo epico e feroce, che mette a nudo il lato oscuro del potere, la fame di dominio e il fragile equilibrio tra civiltà e natura selvaggia. Una storia ipnotica che cattura fino all’ultima pagina.
“Ragazzo”
di Sacha Naspini
(E/O)
Ragazzo racconta la voglia di cambiare se stessi e il mondo. Lo scontro improvviso con un’età che sembra chiedere il conto su molti aspetti: da dove vieni, di che pasta sei fatto. Ma soprattutto: cosa vuoi diventare. Per vederlo, non puoi fare altro che abbattere certi muri…
“Chiederò perdono ai sogni”
di Sorj Chalandon
(Guanda)
Un romanzo in cui oltre al dramma personale prende corpo quello di un Paese intero, che ha conosciuto anni di lotta, violenza e terrore, ma anche di speranze e di bellezza, e una riflessione profonda sull’animo umano e sulla linea sottile tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra sogni e disillusione.
“L’immensa distrazione”
di Marcello Fois
(Einaudi)
Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire.
“La stagione che non c’era”
di Elvira Mujčić
(Guanda)
Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente.
“Il sol dell’avvenire”
di Pierre Lemaitre
(Mondadori)
Giocando con il genere e strizzando l’occhio a John le Carré, Pierre Lemaitre racconta speranze e delusioni di un’epoca in piena trasformazione in cui, dietro a un ottimismo di facciata, minacciose zone d’ombra lasciano presagire un futuro inquietante. In questo nuovo capitolo della storia della famiglia Pelletier, che è al tempo stesso un romanzo d’azione e spionaggio, i drammi intimi assumono così una dimensione universale e i sogni di progresso si scontrano con le prime avvisaglie di un mondo in declino.
“Guardiani del tempio”
di Pietro Caliceti
(Baldini e Castoldi)
Capitolo conclusivo della trilogia iniziata con L’opzione di Dio e proseguita con Vatican Tabloid, I Guardiani del Tempio è una spy story attualissima e dal ritmo incalzante, e allo stesso tempo una profonda riflessione sul fallimento delle religioni e sull’insopprimibile anelito dell’uomo a cercare, nonostante tutto, un Dio.
“La ghenga degli storti”
di Fulvio Romero
(Marsilio)
Attraverso il racconto di un sodalizio votato al guadagno facile e alimentato da una sete di potere e riscatto, Fulvio Luna Romero ha dato forma al suo romanzo più ambizioso, tessendo il controcanto di quarant’anni di storia italiana, ma soprattutto restituendo in maniera vivida e indimenticabile un Veneto fatto di capannoni, armi e cocaina, dedizione al lavoro e al profitto, benessere, fatica e sopraffazione.
“Onoralamadre”
a cura di Barbara Belzini
(Low)
In questi undici racconti le parole ti travolgono, ti cullano, ti ipnotizzano avvolgendoti in una ninnananna composta per farti scivolare dolcemente in un mondo dove la madre è il corpo, la madre è il ventre, la madre è la terra, la madre è una collana di perle che ti rotola in bocca, la madre è l’imperfezione, la madre è l’abominio, la madre è il peccato, la madre a volte non è nemmeno una madre, la madre è fardello, la madre è vergogna, la madre è il genitore sbagliato, l’unico rimasto, e ha potere di vita e di morte, la madre è la misura del tempo. La madre è quella madre che potremmo essere noi.
