Consigliato: “Paesaggio dopo la battaglia”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

“Paesaggio dopo la battaglia”
di Tadeusz Borowski
(Lindau).

lindauIn questi racconti sulla guerra e il campo di concentramento, lo sguardo di Borowski si fissa sui sofferenti, sui vinti, e con oggettiva spietatezza mette a nudo la crudeltà e il cinico egoismo che prevalgono nell’animo dell’uomo in lotta per la sopravvivenza.

Quel che ci si rivela è un inferno in cui la violenza è esercitata dall’aguzzino sul prigioniero, ma anche da quest’ultimo sul compagno di detenzione, per disperazione e per sottrarsi al diretto peso dell’oppressione. Ne emerge un quadro disilluso e terribile che illumina in una nuova prospettiva la tragedia dei lager. Che il peggior delitto dei massacratori sia stato quello di corrompere la coscienza delle loro vittime?

«Sono pagine di grande forza, che scuotono il lettore, lo chiamano con prepotenza»
– Elena Loewenthal

Tadeusz Borowski nacque nel 1922 in Ucraina. Nel 1932 si trasferì a Varsavia insieme al padre, perseguitato politico. Fu imprigionato dai tedeschi nel 1943 e deportato ad Auschwitz. Nel 1947 pubblicò i racconti di Paesaggio dopo la battaglia sulle sue esperienze nel lager. Convertitosi poi all’ortodossia del realismo socialista, si suicidò nel 1951, a soli 29 anni.

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