Recensione: “Alaska”

Per la Libreria Fahrenheit 451 una recensione di Alessandro Dosi:

BRENDA NOVAK
“ALASKA”
Giunti

alaska.jpgÈ uno strano romanzo, forse perché, essendo il primo di una serie, deve dire tanto, inquadrando il tutto senza perdere il senso proprio di un singolo romanzo.
È un mix di vari stili e varie impostazioni, Deaver, Kepler, Dorn, è almeno in parte molto affascinante, intrigante.
L’idea del centro per psicopatici, la sua collocazione in un’Alaska tetra, buia, fredda, nevosa, terra di frontiera, per il contesto, per i personaggi.
Mantiene quasi tutte le premesse/promesse, scritto benissimo, anche se con tanto spazio per il sesso (il clima aiuta), e il sentimentalismo dato che in un contesto così un po’ di affetto forse ci vuole, che attenuano un contesto assai crudo.
In complesso una costruzione ottima, con numerosi colpi di scena che per una volta sono davvero tali, nei quali l’autrice sa muoversi con innegabile capacità, tanto da farti dimenticare le sdolcinature. In definitiva molto buono.

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