"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Incontro con l’autore Paolo Bianchi

Venerdì 7 ottobre alle ore 18.30 alla libreria Fahrenheit 451 sarà ospite il giornalista e scrittore

Paolo Bianchi per presentare il libro:
L’intelligenza è un disturbo mentale
(Cairo Editore)
con Giancarlo Pagani

bianchi.png«Sono bipolare, e l’ho scoperto dopo 30 anni di dolore»
Paolo Bianchi è un giornalista e soffre di bipolarismo di tipo due. Nel suo romanzo, “L’Intelligenza è un disturbo mentale”, racconta la sua esperienza senza vittimismi ne compiacimenti.
Il volume è ideato in collaborazione con Progetto Itaca a cui andranno i proventi dell’autore.

Paolo Bianchi è uno scrittore e giornalista con una decina di libri alle spalle e continue collaborazioni con le pagine culturali d i quotidiani e riviste. Chi lo segue sa che ha una ammirevole repulsione per il conformismo e i luoghi comuni. Tra i luoghi comuni più frequentati della nostra editoria c’è il dolorismo, cioè l’uso consapevole della disgrazia, dell’emarginazione, della malattia, a fini narrativi. Ebbene, ne L’Intelligenza èun disturbo mentale Paolo Bianchi mette in gioco sé stesso, perché molte delle storie raccontate lo riguardano e sono vere, e in particolare quella parte di sé stesso che ha a che fare con la depressione, il bipolarismo, la sofferenza della psiche. Allora parlare di sé e in più farlo senza usare la malattia come calamita per la pietà, insomma affrontarla senza cadute nei luoghi comuni dell’autocommiserazione o dello scandalo per chissà quale colpa del mondo, è un esercizio rischioso e difficile. Ma Bianchi ci riesce benissimo, grazie al tono. Che è quello della nonchalance (non dell’understatement), che permette all’autore di dire tutto senza sottolineature e corsivi, con frequenti surplace che spiazzano il lettore e lo lasciano pieno di sorpresa davanti allo scatto verso l’imprevedibile. Il protagonista è Emilio Rivolta, che troviamo poco oltre i cinquant’anni, in una Città Grande in cui è facile riconoscere Milano. Meno chiara invece l’ubicazione della Città Piccola dove Rivolta è nato e cresciuto fino agli anni dell’università: una città della provincia del nord Italia, come tante ce ne sono. Nella Città Grande Rivolta fa il giornalista, deve scrivere recensioni di libri, intervistare scrittori, lavorare per un grande quotidiano. Ma spesso non ce la fa nemmeno ad alzarsi. Va a periodi, e i periodi in cui è stretto dalla Tenaglia (l’immagine è perfetta: lui incapace di muoversi, in grado solo di agitarsi debolmente mentre patisce il dolore inflitto dalla stretta) arrivano imprevedibili, preannunciati da un sogno, da un cambio d’umore, o anche solo dal colore del cielo che assume un tono più intenso, doloroso per gli occhi, insostenibile.

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