"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Andrea Filippini presenta “Afagnistan Agfanistan Afganistan”

Alla Libreria Fahrenheit 451 venerdì 15 Giugno alle ore 21.00 (durante i venerdì piacentini aperti), Andrea Filippini presenta il suo libro/diario:

Afagnistan Agfanistan Afganistan. Il Diario di Bordo del mio viaggio più estremo, nel bene e nel male“.
AcrossAlive Edizioni (Collettivo Umano per la Libera Informazione) www.acrossalive.com

Un infermiere di ONG, per 6 mesi tra casa e ospedale in mezzo al conflitto. Ricordi, persone, momenti di vita e di morte nell’inferno della guerra, raccontati da chi l’ha vissuta da vicino.

L’autore, Andrea Floppy Filippini, è infermiere di professione, scrittore per “vocazione”, alla sua prima opera letteraria che ha già venduto quasi 1.000 copie, senza appoggiarsi ad un circuito distributivo tradizionale, ma solo grazie al Passaparola dei suoi lettori e sostenitori e alle Librerie che hanno abbracciato il progetto.

Il libro è un diario di bordo, come dice il sottotitolo stesso, “del viaggio più estremo nel bene e nel male”, sono le istantanee quotidiane dell’esperienza dell’autore come infermiere presso l’ospedale “di guerra” di una importante ONG a Lashkar Gah, nel Sud dell’Afghanistan.

Già dal titolo (uno sberleffo di tutti quei politici che, nonostante non siano nemmeno capaci di pronunciarne il nome correttamente, hanno deliberato l’intervento militare dell’Italia in questo Paese) l’opera rivela la sua anima graffiante e ironica, se di ironia si può parlare in guerra. Attraverso un originale concentrato di stile, moderna punteggiatura (con frequentissimi a capo che, se da una parte facilitano la lettura, dall’altra sottolineano la sofferenza di chi scrive per ciò che vede) e personalissima ortografia (basti notare che, per una scelta politico/ideologica dell’autore, le “P” di Paese sono scritte sempre minuscole, quasi a diminuire il potere costituito delle Istituzioni che decidono le guerre), l’autore ci impone una lettura quasi tutta d’un fiato, accompagnandoci nei suoi sei mesi di guerra in ospedale.

«Questo libro – dichiara Andrea Floppy Filippini – è il diario di come ho perso la mia innocenza (…) per sempre. (..) Al mio ritorno dall’Afganistan ho cercato di reinserirmi in società, nella mia vita di tutti i giorni, ma è stato faticoso, molto faticoso, perché portavo la guerra dentro di me. Allora ho deciso di liberarmi di questo fardello e dare il mio personale contributo alla pace pubblicando il mio “diario”. Ciò che avevo scritto allora per fissare le mie emozioni, per condividere con chi amo le mie esperienze, doveva vedere la luce, per mettere il mio mattone nell’umana rivoluzione contro la guerra. Perché non è importante come ci chiamiamo, ma ciò che pensiamo, diciamo e facciamo». «Ovviamente spero che la gente legga il mio libro, proprio per questo insieme al Collettivo abbiamo deciso di non fare alcun tipo di pubblicità, perché, sempre secondo noi, un libro può essere solo consigliato da qualcun altro, il famoso passaparola, magari perché glielo consiglia la Libraia di fiducia e non venduto all’ingresso di un supermercato dove c’è una pila di centinaia di copie dello stesso che ti dicono… comprami, comprami, dai… comprami, perché se fosse così, dovremmo leggere solo gli autori che possono permettersi di distribuire tanti libri da costruire, come con i lego, le colonne d’ercole alle entrate dei supermarket o catene».

Lo stesso autore è anche Editore del libro, completamente autoprodotto e autofinanziato con la liquidazione della professione di infermiere, grazie all’appoggio umano e professionale di un team di persone che hanno creduto nel progetto. Tutte le esperienze vissute da Filippini in Afghanistan, sono narrate anche in un documentario ancora inedito.

Nel libro, ed in ogni comunicazione ad esso relativa, non è mai fatto il nome reale della ONG presso la quale Floppy ha prestato la sua arte infermieristica in Afghanistan, ma è usato per essa lo pseudonimo di Across Alive, poiché l’autore e la ONG hanno una divergenza di opinioni in merito alle modalità di comunicazione di cosa vuol dire guerra. Così Across Alive, nome fittizio della ONG, è poi diventata il progetto di un Collettivo Umano per la Libera Informazione, sito web (www.acrossalive.com) e marchio intorno al quale gira tutta la promozione del libro. Il libro è distribuito solo ed esclusivamente nelle librerie indipendenti del circuito nazionale (perchè le librerie non indipendenti ci mettono i brividi), il cui elenco è disponibile sul sito (www.acrossalive.com/il-diario/librerie-che-lo-possono-dare), insieme ad una scheda in cui è indicata la città dove risiede ogni copia numerata.

In omaggio con il libro un piccolo gadget: le due pins di Infermieristica Teatrale ed Across Alive e il Segnalibro, dall’opera a tecnica mista “Sfogo”, di Francesco Faina.

SCHEDA dell’AUTORE:

Andrea Floppy Filippini

Nato a Bologna all’inizio degli anni settanta, è Infermiere dal 1989, dopo 6 anni presso il Dipartimento di Emergenza in Chirurgia Generale e Pronto Soccorso Ortopedico, si trasferisce nel Reparto di Onco-Ematologia Pediatrica al Sant’ Orsola per quasi 12 anni (1996-2007). Nel 2010 si dimette da un posto a tempo indeterminato perché non accetta più il concetto di Ospedale come Azienda.

Oltre all’attività ospedaliera, è anche attore e regista, ricercatore dell’applicabilità dell’arte teatrante nell’assistenza, teorico fondatore dell’Infermieristica Teatrale, progetto che esplora appunto propone il teatro come ulteriore strumento di relazione interpersonale tra chi sta male e chi aiuta (insegna al personale sanitario “a fare gli asini in corsia”).

È un membro del Teatro dei Mignoli, Associazione Teatrale bolognese, e responsabile formatore degli Angeli alle Fermate (Bologna e Genova).

Fermamente convinto che: «Un infermiere che regala buonumore con la sua arte e la sua professionalità, fa bene in primis a se stesso, poi all’equipe assistenziale e infine e soprattutto fa molto bene anche alle persone malate, aiutarle ad essere “più” pazienti».

Foto di copertina: “Piiiiis Fratello” (Pronuncia come scritto) Il saluto di pace nato da una notte brava con i suoi amici del “Senato Bolognese”, poi diventato il segno di riconoscimento della “tribù dei nani e delle principesse” (tutti i bambini delle corsie). Ritratte le mani del protagonista e di un suo paziente di 8 anni vittima del “fuoco amico”: «Il bambino a cui mi sono legato di più, forse perché l’ho vissuto per gli ultimi tre mesi (quando sono tornato in Italia era ancora ricoverato!)».

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