"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Novità: “Il nuotatore” e “Light Head”

La Libreria Fahrenheit 451 vi segnala queste due novità:

Il nuotatoreIl nuotatore Zsuzsa Bánk Neri Pozza
Zsuzsa Bánk
Neri Pozza

Katalin lavora in una fabbrica a pápa, un’antica città ungherese. Parte ogni mattina nella nebbia con la bicicletta. Il cane le corre accanto abbaiando finché lei se lo lascia dietro sullo stradone. Kata, la sua bambina, si sveglia puntualmente per andare a guardarla dalla finestra. Tira le tende da una parte e alza la mano per salutarla. Un giorno, però, Katalin esce di casa in assoluto silenzio e, senza rivolgere il minimo cenno di saluto a Kata e a Isti, l’altro figlio più piccolo, si dirige verso la stazione. Lì sale su un treno che va a ovest, in compagnia di un’amica. Giunta al confine con l’Austria scende per raggiungere clandestinamente l’Occidente, come sovente accade all’epoca di questa storia: gli anni Cinquanta del secolo scorso in cui la Cortina di ferro divide in due l’Europa. A Kálmán, il padre di Kata e Isti, non resta che la solitudine delle ore trascorse a rigirare tra le mani la foto di Katalin nei campi, con i suoi bei sandali con i lacci stretti attorno alle caviglie che nessuno portava allora; o la disperazione delle notti passate a cercare invano di dormire in cucina dopo non avere più messo piede in camera da letto. Quando però la gente mormora che nessuno più bada ai bambini, lasciati nei campi sotto la pioggia, Kálmán vende casa e terreno e parte con i suoi due figli. Parte forse alla ricerca di Katalin o forse semplicemente di un altro luogo lontano da quello reso insopportabile dall’assenza e dalla fuga della donna.

light headLight Head
Ol’ga Slavnikova
Fandango

Orwell, Kafka, Blade runner, Casablanca e Stranamore. Una miscela esplosiva per una spy-story satirica che indaga le ragioni sociali del male.
Maksim T. Ermakov pesa 4 chili in meno rispetto alla media. La sua testa è più leggera di quella di chiunque altro e sembra vuota, come continuamente battuta dal vento. La sensazione che ha è di una grande bolla all’altezza del collo, e pensare gli costa fatica. Eppure, con grande dedizione, si è messo a fare il PR in una fabbrica di cioccolato ed è felice: non ha legami, guadagna abbastanza, ha una Toyota e un appartamento borghese. La sua vita fila tranquilla, ma poi riceve una visita e tutto si complica. L’istituto di Prognosi Sociali ha rilevato una preoccupante anomalia: la testa di Maksim emana radiazioni dannose per l’intero pianeta. È accusato di essere il responsabile di tutti i cataclismi che minacciano il paese: inquinamento climatico, attacchi terroristici, incidenti stradali, incendi, malattie. Non c’è altra soluzione per lui che non sia la morte. E dovrà procurarsela da solo, commettendo un suicidio che abbia la parvenza di un martirio. Light Head è una distopia carambolante, che miscela senza parsimonia i generi letterari, riflettendo sulla contemporaneità di un Paese, la Russia, in cui l’interrogativo posto da Dostoevskij – sacrificare il mondo o la propria tazza di tè – viene risolto in maniera univoca e senza drammi di coscienza in favore del tè, ovvero della libertà personale, individuale.

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