"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

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Consigliato: “Peperoncino”

La Libreria Fahrenheit 451 vi consiglia:

Peperoncino
di Alain Mabanckou
(edizioni 66thand2nd, traduzione di Filippo D’Angelo)

Sarà il libro di FAHR&CLUB (gruppo di lettura della Fahrenheit 451) del 7 marzo

peperoncino.jpgUn toccante romanzo di formazione, in cui lo scrittore congolese «affronta, senza averne l’aria, alcuni dei tabù africani. Dietro la leggerezza, la gravità». (L’Express)

Tokumisa Nzambe po Mose yamoyindo abotami namboka ya Bakoko è il nome che gli hanno dato all’orfanotrofio di Loango. Letteralmente: Rendiamo grazie a Dio, il Mosè nero è nato sulla terra degli antenati. Più tardi lo conosceranno tutti come Peperoncino. Siamo negli anni Sessanta, la Repubblica popolare del Congo si sta trasformando in un avamposto africano dell’Unione Sovietica. La vita nell’orfanotrofio viene scandita dai surreali proclami di un direttore che scimmiotta il gergo rivoluzionario del nuovo presidente e Peperoncino approfitta della confusione generale per darsela a gambe. Solo e senza un posto dove andare, si unisce a una banda di ragazzi di strada fin quando non trova rifugio in casa di Mama Fiat 500 e dei suoi dieci figli. Tutto sembra procedere per il meglio ma un evento inaspettato turba la serenità della sua nuova famiglia. È troppo! Peperoncino perde la testa ed entra in uno stato di lucida follia che nessuno psichiatra o stregone sembra in grado di debellare…

Grazie alle avventure di Peperoncino, novello Tom Sawyer in un paese in rapido cambiamento, Alain Mabanckou veste i panni di cantore dell’Africa contemporanea e ne traccia il futuro svelando ai bianchi un passato fatto di comunismo, guerre etniche ed eredità coloniale, senza mai perdere la leggerezza che lo caratterizza. L’opera è stata finalista al Prix Goncourt e al Prix Goncourt des lycéens.

Alain Mabanckou è nato a Pointe-Noire nel 1966. Dopo gli studi, si è trasferito in Francia nel 1989. Autore di fama mondiale, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti tra cui il Prix Renaudot, il Prix Georges Brassens e il Grand Prix de Littérature Henri Gal, conferitogli dall’Académie française. Nel 2015 è stato finalista al Man Booker International Prize ed è entrato nella cinquina del Premio Strega Europeo con Pezzi di vetro (66thand2nd, 2015). Dal 2016 insegna al Collège de France.

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Aperitivo con l’autore Filippo D’Angelo

Aperitivo con l’autore Filippo D’Angelo alla Libreria Fahrenheit 451
MARTEDI’ 12 giugno, ore 18,30

Durante l’incontro verrà omaggiato un libro a chi indovinerà il quesito “Fahrenheit” !

Filippo D’Angelo è l’autore di La fine dell’altro mondo, edito da Minimun Fax:

La fine dell’altro mondo è insieme la creazione di un personaggio indimenticabile e il feroce de profundis alzato a un’epoca che non è stata all’altezza nemmeno dei suoi più modesti proponimenti.

Ludovico Roncalli, dottorando in Lettere, è un ventottenne della Genova bene che ha trovato nella ricerca universitaria la conferma più fedele della cialtronaggine nazionale, nella famiglia un perenne esercizio di sadomasochismo, e nei coetanei – carrieristi o emarginati che siano – la testimonianza di un gigantesco fallimento generazionale. Erotomane per disperazione, prossimo al baratro dell’alcolismo, Ludovico vive l’unica autentica complicità nella sorella minore Umberta, alla quale lo lega una reciproca e impossibile attrazione incestuosa. Quando si metterà sulle tracce di un testo andato perduto (la fine di un romanzo utopico scritto da Cyrano de Bergerac), crederà che dalla letteratura possa iniziare il suo riscatto professionale e quindi umano. Peccato che l’estate in cui si svolge la vicenda sia quella del 2001: la follia del G8 genovese sconvolgerà la città e ogni progetto di Ludovico.

scheda del libro