Consigliato: “Canto sottile”

“Canto sottile”
di Reber Yousef
(Emuse)

Nel suo romanzo Canto sottile, Reber Yousef solleva il velo sulla memoria yezida come un chirurgo sulla pelle del tempo.

Dal tramonto dell’Impero ottomano fino al 2019, il racconto si frantuma e si ricompone in una narrazione senza date, guidata solo dall’eco degli eventi. Damasco, Sinjar, Afrin, Ras al-Ain, fino a Berlino: i luoghi diventano una mappa segreta di un popolo sospeso tra fuga, persecuzione e sopravvivenza.
Siltê, Eysanê, Seyranê e Selma sono le donne le cui voci resistono al silenzio della Storia: sussurrano preghiere, custodiscono segreti, tramandano canti come un filo sacro, nati dall’esilio e dall’isolamento, ma che sanno farsi lama, rito, memoria. Note che sfiorano le stelle come un richiamo invisibile, capaci di proteggere ciò che resta. Tra villaggi perduti, lingue cancellate e reperti che migrano nei musei d’Europa, il romanzo racconta la continuità delle ferite e la forza silenziosa di chi canta per non scomparire. Un’opera luminosa, iniziatica, dove la voce femminile diventa respiro.

Reber Yousef è un poeta e scrittore nato nel 1981 ad al-Hasaka, nel nordest della Siria. Scrive sia in curdo che in arabo. Nel 2009, dopo avere ottenuto asilo politico in Germania si è trasferito a Berlino, dove ha studiato arti cinematografiche. Prima di lasciare il suo Paese, nella città natale ha diretto un teatro clandestino aperto ai bambini curdi e ha promosso letture pubbliche e attività formative sulla lingua e la cultura curde, svolte in segreto per aggirare il divieto imposto dallo Stato. Dal 2006 ha pubblicato dodici opere tra romanzi, raccolte di poesia e saggi sulla dittatura siriana e ha collaborato con numerose testate del mondo arabo. “Canto sottile” è il suo primo romanzo tradotto in italiano.

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