Recensione: “Ritratto di Kit Brandon”

Recensione di Danilo Tagliaferri.

“Ritratto di Kit Brandon”
di Sherwood Anderson
(Ortica Editrice)

orticaElio Vittorini, nell’antologia “AMERICANA” – pubblicata da Bompiani tra mille difficoltà nel 1941 – presenta Sherwood Anderson nel capitolo “Rivolgimento delle forme”, associandolo ad altri autori innovativi quali Willa Cather, Gertrude Stein ed Eugene O’Neill.

Nella parabola esistenziale delle protagonista (ragazza “montanara” fuggita di casa ed approdata nel mondo cittadino dove, dopo vari mestieri, arriverà a fare il corriere di whisky di contrabbando), si legge la storia dell’America del proibizionismo, ma anche la solitudine dell’ “uomo-fabbrica”, vittima di una industrializzazione che ha causato lo spopolamento delle montagne ed il disboscamento delle stesse con conseguenze ambientali disastrose. Romanzo di forte impatto, che descrive con disincanto il lato oscuro del “sogno americano” attraverso le vicende di un personaggio femminile fuori dagli schemi della narrativa del periodo.

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