"Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli" J.Brodsky

Presentazione: “Il vestitino” e “Fare anima”

Alla Libreria Fahrenheit 451 presentazione di una nuova collana dedicata alla Tv (L’Ornitorinco edizioni) con i due libri:

“Il Vestitino. Le buone regole dell’intervista televisiva secondo noi”
libro curato da Giorgio Simonelli insieme a Emanuele Corazzi e Federica Annecchino

“Fare anima. Storie e personaggi TV che cambiano la vita”
di Gian Paolo Parenti e Andrea Broglia.

Martedì 16 GIUGNO, ore 19:00
saranno presenti Gian Paolo Parenti, Giorgio Simonelli e Andrea Broglia.

vestitino“Il vestitino” (modo di dire con cui Bruno Vespa prometteva interviste elogiative ai politici che gli interessava avere in studio) parla dell’intervista televisiva: come la si prepara, come la si affronta, quali obiettivi può avere e, soprattutto, su quali toni la si può mantenere. L’analisi di Simonelli si basa sulle testimonianze (le storie e gli aneddoti) di una serie di giornalisti ai quali è stato chiesto di raccontare il proprio lavoro e la propria storia professionale agli allievi della Cattolica, durante lo scorso anno accademico. Il libro si avvale quindi delle testimonianze di professionisti quali Loris Mazzetti (che offre anche un commosso ricordo di Enzo Biagi), Cristina Parodi, Linus, Giovanni Minoli, Giorgio Porrà, Pierluigi Pardo, Luisella Costamagna Vincenzo Mollica e altri ancora.

fare anima“Fare anima” approfondisce il tema delle storie della Tv e dei loro effetti sulla psiche della collettività. Quali effetti psichici producono nel pubblico? Come vengono narrate e come dovrebbero essere narrate per ottenere un arricchimento? Che vantaggi avrebbe, la televisione, a seguire la via dell’arricchimento psichico, a discapito della più facile (e battuta) via dello scandalismo fine a se stesso, del moralismo e del conformismo? La seconda parte è invece un’antologia di pezzi tratti da una parte delle interviste che lo stesso Broglia fece, tra il 2008 e il 2012, per conto di Mediaset Premium, a scrittori, cineasti, attori e protagonisti dello sport, prescindendo dall’attualità e dalle necessità promozionali e cercando invece di farne emergere l’anima (ricordi di vita e carriera, paure, fallimenti e cadute, ma anche rinascite: con un’attenzione rivolta non solo e non tanto al “come” si sono realizzati, quanto piuttosto al “che cosa” sentono di aver fatto). Il libro si chiude con un’intervista di Broglia a Vittorino Andreoli, che riprende i temi del libro e li analizza da psichiatra, negando una possibile funzione terapeutica della Tv, ma ribadendo la forza terapeutica delle storie che (anche) la Tv qualche volta racconta.

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