Nuove uscite narrativa

“Il re pallido” David Foster Wallace (Einaudi)

Ancora una volta, David Foster Wallace. Dopo l’uscita in settembre di Come diventare se stessi (Minimum Fax), libro-intervista a cura di David Lipsky, è ora il turno dell’atteso Il re pallido (Einaudi), il romanzo postumo cui l’autore stava lavorando prima del suicidio.
Il re pallido è a tutti gli effetti un racconto incompiuto; nel 2007 Wallace affermò di essere a buon punto della stesura, ma a causa della morte, avvenuta nel settembre 2008, il libro non fu mai realmente portato a termine. Il parto del manoscritto è stato reso possibile dalla Little Brown Company, la casa editrice che ha pubblicato il romanzo negli USA dopo un’attenta opera di revisione del testo.
La storia è la trasposizione narrativa dell’esperienza che lo scrittore statunitense ha fatto, durante il periodo universitario, presso il Centro controlli regionale dell’Agenzia delle Entrate di Peoria, nell’Illinois. In un labirinto di finte prefazioni e digressioni, sempre a cavallo tra il romanzo, il saggio e il mémoire, Wallace racconta il tentativo di un gruppo di agenti della IRS (l’agenzia tributaria) di superare la noia del proprio impiego.
Il re pallido sarebbe dovuto essere, nella mente di Wallace, un nuovo Infinite Jest, ma la prematura scomparsa del genio con la bandana non lo ha purtroppo permesso. Eppure, pur nella sua incompiutezza, questo scritto inedito rappresenta un’imperdibile occasione per rileggere un autore che per bravura, acume e stravaganza è meritatamente entrato nel cuore di un gran numero di lettori.

 

“Baci da 100 dollari” Kurt Vonnegut, prefazione di Dave Eggers (Isbn)

Queste storie d’inizio carriera sono diverse dai romanzi successivi di Kurt Vonnegut, dove il tono è più esasperato, dove le sfumature sono molte e le lezioni più complesse. Sebbene, mentre scriveva questi racconti, Vonnegut avesse già  visto i bombardamenti di Dresda, avesse trascinato gli scarponi fra i corpi carbonizzati di migliaia di civili, avesse vissuto in un campo di prigionia tedesco, i racconti di Baci da 100 dollari hanno la chiarezza di sguardo di un giovane che comincia a capire come funziona il mondo. Puoi quasi immaginare un tipo dagli occhi gentili in cardigan e mocassini che scrive in un bar che fa frullati, mentre riempie il jukebox di monetine e batte felice a macchina. Ma ovviamente non andava così. Era un uomo con figli che cercava di mantenere la famiglia mentre edificava le lettrici del “Ladies’ Home Journal”. Più avanti avrebbe scritto, ripetutamente, della fine del mondo. Ma per ora abbiamo il giovane volenteroso fabbricante di trappole per topi, e noi siamo la sua preda consenziente.

 

 

“L’ultimo giorno di gloria” Jaimy Gordon (Fazi)

L’ultimo giorno di gloria segue cinque sognatori solitari e spaventati nell’America profonda per un anno e quattro corse all’ippodromo Indian Mound Downs, appena fuori la città di Wheeling, nel West Virginia. È il mondo violento e spietato delle scommesse di bassa lega. È l’ambiente degli allenatori e dei fantini, degli stallieri e degli artieri da terra, degli strozzini e degli imbonitori, personaggi in lotta per avere la propria parte, tentare la fortuna o semplicemente sopravvivere. Tommy Hansel ha un piano per salvare la sua scuderia ormai sul lastrico: infilare quattro cavalli di razza, vecchi ma ancora capaci di vincere, nelle corse dell’Indian Mound Downs, scommetterci forte e darsela a gambe prima di essere scoperto. Il problema è che in questo ippodromo sgangherato, Tommy non passa inosservato a chi qui è di casa: Ed Medicina, il vecchio stalliere, Giocodaragazzi, il maniscalco, Deucey Gifford detta “la zingara”, Valigetta Smithers, l’addetto ai box, Due Cravatte, il “finanziere dell’ippica” radiato dalle corse e l’inquietante allenatore, Joe Dale Bigg. E poi c’è lei, l’assistente tuttofare, nonché fidanzata di Tommy, Maggie Koderer. Come quei bellissimi cavalli esausti, figure tragiche di cui si innamora, Maggie ha quel tanto di cuore per raccogliere le flebili speranze di tutti e risollevare le loro sorti.

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