Riproposte: “Agostino” di Alberto Moravia

“Agostino”
di Alberto Moravia
(Bompiani)

“Agostino” si inserisce in un filone letterario che ha per oggetto le inquietudini adolescenziali, a me ha ricordato in particolare “I turbamenti del giovane Torless” di Musil e in maniera prepotente anche “Dietro la porta” di Bassani, uno precedente , l’altro successivo; introduce nella produzione di Moravia il tema dell’eros, in una delle tante e possibili sfaccettature. Gode di un respiro particolare che appoggia il suo afflato sulla rappresentazione dell’ambiente marino: il mare, la spiaggia, il cielo, la foce prepotente di un rio, la successione di lidi attrezzati alla migliore villeggiatura e la sporcizia della spiaggia libera, quella vera, quella di un’altra possibile vita, “uno strappo nel cielo di carta”…
Agostino è l’Agosto (da qui il nome del protagonista) delle prime volte. La prima volta in cui si trova fuori dal suo ambiente agiato, la prima volta in cui si scopre non più bambino, la prima volta in cui le pulsioni sessuali si fanno sentire prepotenti. Potremmo dire che, ancora oggi, Agostino incarna l’archetipo del preadolescente: non è più bambino, ma non è ancora uomo.

Consigliato da Paolo Maurizio Bottigelli

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