Recensione: “Il mondo dietro di te”

Recensione di Danilo Tagliaferri:

“Il mondo dietro di te”
di Ruman Alam
(La Nave di Teseo).

alamUna famiglia di New York – Amanda, Clay ed i figli Archie e Rose – ha affittato una bella villa in un luogo remoto, lontano dal caos cittadino, per una breve vacanza. Dopo alcuni giorni la vacanza viene interrotta dall’arrivo, in tarda serata dalla anziana coppia dei proprietari di casa, costretti a rifugiarsi lì per un improvviso e misterioso black-out che ha coinvolto tutta la East Coast. I cellulari non funzionano, così come internet e la TV. Solo gli animali sembrano aver intuito il pericolo ed hanno paura. Per le due famiglie si prospetta una non facile convivenza per la diffidenza reciproca aggravata dalla paura dell’ignoto, di un male oscuro che li minaccia ed di non avere notizie certe dal resto del mondo.

Thriller “apocalittico” che ricorda Stephen King – per la costruzione della vicenda che si snoda in un graduale, ma implacabile aumento della tensione – ed alcuni episodi della serie televisiva “Ai confini della realtà”. Apprezzabile l’indagine psicologica sui personaggi e sulle loro reazioni di fronte ad una situazione alla quale non erano preparati e che li costringe ad unire le forze.

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