Incontro con l’autore Simone Casalini

Sabato 15 febbraio ore 17,30 libreria Fahrenheit 451 organizza presso lo spazio culturale Fabbrica & Nuvole (via Roma 173, Piacenza) l’incontro con il giornalista Simone Casalini per presentare il suo libro:

LO SPAZIO IBRIDO. CULTURE, FRONTIERE, SOCIETA’ IN TRANSIZIONE
(Meltemi editore)

Con la giornalista Patrizia Soffientini.
Al termine aperitivo in collaborazione con la bottega La Pecora Nera commercio equosolidale.

casalini

Il cimitière du Trabuquet a Mentone – luogo dell’eterotopia foucaultiana – che riaffaccia alla Storia l’esperienza dei tirailleurs sénégalais e il confine bloccato di Ventimiglia che a cento anni di distanza ospita migranti con gli stessi nomi e cognomi dei tirailleurs che combatterono durante la prima guerra mondiale nell’esercito francese. La frontiera mutevole del Brennero dove famiglie pachistane abitano gli stessi spazi appartenuti a Goethe durante il suo viaggio in Italia e l’eresia tunisina nel mondo arabo sospesa tra la laicità e l’islamismo rivisto di Rachid Ghannouchi. E ancora: il mare condiviso dell’arabeggiante Mazara del Vallo, il pluralismo sociale dei carruggi genovesi (e i confini plurali del corpo) e l’architettura della diversità nella periferia di Trento. E poi la figura della donna islamica sospesa tra stereotipia e esegesi del Corano. Un filo sottile percorre questi territori di sperimentazione/contraddizione dove agiscono i processi di creolizzazione e i respingimenti culturali. La loro esplorazione è una viaggio negli spazi interstiziali della società o nel “terzo spazio”, come l’ha definito il filosofo indo-americano Homi Bhabha, in cui Casalini combina reportage, inchiesta e saggistica seguendo la scia luminosa delle teorie postcoloniali.

Lo spazio ibrido può sembrare un ossimoro nel tempo attuale dove compaiono muri e si incitano nuove modalità di frontiera. E invece vuole sottolineare le intessiture e gli accavallamenti che quotidianamente si verificano nella società e che da secoli modellano il sistema delle relazioni sociali, accolgono il contagio culturale, trasgredendo le raffigurazioni statiche e ancestrali. Vuole ancora situarsi nell’oltre, nello spazio che si interpone, “esser parte di un tempo di re-visione, di un ritorno al presente per ri-descrivere la nostra contemporaneità e ri-scrivere la nostra vita comune” (Homi Bhabha). E falsificare l’idea di una realtà che viene raffigurata attraverso polarizzazioni (autoctono/allogeno, bianco/nero, progresso/regresso, civiltà/tribalismo) che non hanno nessuna corrispondenza con la verità storica, culturale e sociale dei luoghi.

La frontiera, il tempo e il post-islamismo sono, infine, le tre bussole concettuali che Claudio Magris, Franco Rella e Hamadi Redissi cercano di orientare per gettare un fascio di luce sull’incerto presente.

Simone Casalini, giornalista professionista, è caporedattore del Corriere del Trentino-Corriere della Sera e collabora con alcune riviste di politica internazionale (Eastwest e Dialoghi mediterranei), curando in particolare l’evoluzione sociopolitica della Tunisia e il tema delle migrazioni. È anche docente a contratto all’università di Trento. Si è laureato in Scienze politiche all’Università di Urbino. Ha pubblicato Intervista al Novecento (Egon, 2010) in cui attraverso la voce di otto intellettuali – tra i quali Sergio Fabbrini, Toni Negri, Franco Rella e Gian Enrico Rusconi – ha analizzato l’eredità del secolo breve e Lo spazio ibrido. Culture, frontiere e società in transizione (Meltemi, 2019). È coautore del libro collettivo La Trento che vorrei (Helvetia, 2019) e del documentario sulla primavera araba tunisina: Tunisia, nove anni dopo. La rivoluzione sospesa (2020).

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